Sanità: polo unico del Trasimeno urgente completamento della rete ospedaliera

Rondini (Lega): "Il progetto richiede la massima partecipazione di ogni livello istituzionale"
Perugia

“Quando un progetto riguarda la salute e la sicurezza di famiglie e cittadini di un territorio vasto, come quello del Trasimeno, richiede la massima partecipazione di ogni livello istituzionale, a partire dai Sindaci”.

Lo ha affermato il consigliere regionale Eugenio Rondini (Lega) che, nel rimarcare “l’importanza di pensare alla realizzazione di un polo sanitario unico per il Trasimeno”, ha fatto sapere che sta “lavorando alla predisposizione di una mozione, con la quale chiedere alla Giunta regionale un impegno in tal senso, chiedendo di completare e valorizzare il sistema dei ‘poli unici’ territoriali immaginato e mai terminato che, oltre a Pantalla e Branca prevedeva la realizzazione del Polo unico del Trasimeno e di quello di Narni-Amelia, da integrare con le Aziende ospedaliere di Perugia e Terni, auspicando la condivisione di tutti i gruppi politici dell’Assemblea legislativa”.

Il consigliere Rondini, nel sottolineare “positivamente” gli interventi nel merito, a mezzo stampa, dapprima dell’ex consigliere regionale Giorgio Ronca ed a seguire quello della consigliera Simona Meloni (Pd)” annuncia che “insieme al senatore Luca Briziarelli e a tutti gli esponenti locali e regionali del territorio, stiamo lavorando ad una proposta organica per il Trasimeno in vista dell'approvazione del prossimo Piano sanitario regionale.

Quello del Polo unico sanitario, di cui si parla da tempo, ma che non ha mai trovato una sintesi risolutiva per responsabilità attribuibili soprattutto alle Amministrazioni regionali passate, deve rappresentare oggi, per tutti, un obiettivo da raggiungere attraverso un ampio e qualificato coinvolgimento degli amministratori locali, degli operatori sanitari già ottimamente operativi nelle strutture esistenti e con una cabina di regia in capo alla Regione, che sappia guardare alle esigenze di un’area che – conclude Rondini -, se ben servita, potrebbero travalicare i confini regionali trasformandosi in quella mobilità attiva che tanto servirebbe al nostro sistema sanitario regionale”.