Era il 1956 quando il tenore Enzo Tei debuttò all’Università per Stranieri

Il debutto tenorile di Tei aveva una compagna di studi, il soprano Vera Poloni, un’altra discepola di Zeetti
Perugia

Era un martedì 16 ottobre del lontano 1956 quando il giovane cantante perugino Enzo Tei si presentava nell’aula magna di Palazzo Gallenga per il suo debutto come tenore. Allievo di Aldo Zeetti nella fucina di talenti vocali dell’Istituto musicale Francesco Morlacchi di via Fratti Enzo veniva da un breve, ma attivi apprendistato: prima era stato fanciullo cantore nella scuola dei padri Salesiani di corso Garibaldi. Poi, lui che era un creatore di linee di moda nell’ industria dell’abbigliamento degli Spagnoli, scoperta la bellezza della musica lirica, aveva cominciato a studiare il canto, prima in maniera sporadica col grande basso torgianese Giuseppe Flamini, indi col citato Zeetti, un direttore d’orchestra che era venuto a maturare a sua vecchiaia operosa entrando nel corpo dei docenti del Morlacchi, l’istituzione dove avrebbe creato una fortunata scuola di canto che avrebbe plasmato alcuni dei futuri interpreti della lirica degli anni ’60, coi bei nomi di Antonietta Stella e di Anita Cerquetti in evidenza. Tei si sarebbe inserito in una fase appena successiva, dimostrando di aver bene appreso gli insegnamenti di un maestro che non era certo un vocalista, ma che aveva esperienze di teatri sufficienti a indirizzare i suoi discepoli sulla strada giusta.

L’inizio degli studi aveva visto Tei destinato ai ruoli baritonali e in tal senso vanno registrate le sue prime esperienze in concerti pubblici. Successivamente avvenne il passaggio al ruolo del tenore e il concerto a Palazzo Gallenga fu il primo di questa nuova sensibilità vocale. Grazie alle fonti dell’archivio di Angela Baek, soprano coreana, moglie ancorchè discepola di Tei, siamo in grado di ricostruire questo evento che lega ancor più l’ateneo internazionale a quella serie di eventi che, nell’ultimo cinquantennio, vedono Palazzo Gallenga al centro di una serie di riferimenti musicali che rendono ragione di quella che oggi viene definita la “Terza missione” dell’Università per Stranieri. Un ruolo che, in realtà, la Stranieri ha esercitato da sempre inserendosi in un virtuoso reticolo di eventi che, dai concerti degli anni ’20, alla nascita della Sagra Musicale Umbra, allo svolgimento delle manifestazioni dell’Army School of Education, allo sbocciare degli Amici della Musica, hanno fatto dell’aula magna, creata col cospicuo contributo del conte Frederic Thorne Rider, un magnate americano che era stato allievo dei corsi del Gallenga, una sorta di Betlemme della musica perugina.

Il debutto tenorile di Tei aveva una compagna di studi, il soprano Vera Poloni, un’altra discepola di Zeetti. La coppia avrebbe cantato in varie manifestazioni successive fino all’anno seguente, il 1957, quando Tei si distaccò nettamente dalla collega vincendo il concorso Enal di Bologna.

La ricca documentazione in nostro possesso comprende il programma che vediamo cospicuo e ben articolato. Alle 21 e trenta i due perugini si presentarono in quello che viene definito “intrattenimento musicale” realizzato in concorso con la scuola di canto di Aldo Zeetti e l’Istituto musicale Morlacchi. Duetto del primo atto di Carmen seguito dell’Aria dei gioielli del Faust di Gounod. A seguire l’aria solistica di Tei, l’impervia Ch’ella mi creda del finale di Fanciulla del West, antesignana, nel 1911, di quelli che sarebbero diventati gli spaghetti western di Leone e Morricone. Chiudeva la prima parte il duetto del primo atto di Otello, a dimostrazione della capacità di Zeetti di coinvolgere le sue giovani voci nelle più alte tessiture del repertorio. Nella seconda parte della serata Tei ricantava in Recondite armonie dalla Tosca per poi chiudere col duetto finale di Aida. Tutta’altro che una passeggiata per uno che debuttava da tenore. Le cronache giornalistiche dell’epoca parlano di un sicuro successo e di un fervido omaggio ai due giovani talenti e al maestro Zeetti che sedeva al pianoforte . il Particolare sulle colonne del “Messaggero” le righe dedicate a Tei parlano di un magnifico mezzo vocale “spontaneamente sgorgante”, produttore quindi di limpidezza e di dolcezza, caratteristiche che hanno accompagnato tutta la successiva carriera del tenore perugino.

In data 17 ottobre il prorettore della Stranieri, Ottavio Prosciutti, indirizzava una lettera di compiacimento al ventiduenne Tei, indirizzandola alla sede del Morlacchi in via Fratti, un tratto di rara cortesia, come allora si usava. Il professor Prosciutti, a nome del Corpo Accademico e di tutti gli studenti, allora numerosissimi, si compiaceva con Tei della “dolcezza e potenza” della sua voce, sottolinendo il successo internazionale della sua prestazione che si era concretizzato negli scroscianti e ripetuti applausi del pubblico.

In appena due anni, dopo l’affermazione bolognese, Tei avrebbe debuttato allo Sperimentale di Spoleto in Lucia di Lammermoor, un’opera che lo avrebbe accompagnato in tutta la sua successiva, ricca carriera internazionale.

   Stefano Ragni