Aggiornamento sull'emergenza sanitaria, le comunicazioni della Presidente Tesei

Intervento del portavoce dell'opposizione Paparelli, proposta di risoluzione da approfondire in Commissione
Perugia

La seduta dell'Assemblea Legislativa del  26 novembre, si è aperta con la comunicazione della presidente Tesei sull’emergenza Covid, preceduta da un minuto di silenzio in memoria del dottor Stefano Brando, noto medico di famiglia perugino deceduto a causa del virus e, come richiesto dal capogruppo Pd Tommaso Bori, per tutte le vittime.

A seguire, è intervenuto il portavoce della minoranza Fabio Paparelli (PD), quindi è stata presentata una proposta di risoluzione che sarà esaminata in tempi brevi in sede di Commissione Sanità.

La presidente Tesei ha iniziato il suo intervento fornendo le cifre aggiornate della fase 2 dell’emergenza sanitaria: i positivi sono adesso sotto i 10mila, i ricoverati per Covid sono 402, l’indice Rt è sotto 1, il tasso di letalità è all’1,50, dato quest’ultimo ‘fisiologico’ e comunque nella media nazionale.

“I segnali di ottimismo di qualche settimana fa si sono fatti adesso più consistenti – ha detto la presidente – e sono validati dalla fondazione Gimbe: siamo a metà classifica per quanto riguarda i contagi e al 14esimo posto in Italia per contenimento.

L’Umbria è invece 13esima per positivi sui casi testati e i tamponi sono in costante crescita.

Le misure restrittive della Regione Umbria, che hanno anticipato quelle del Governo nazionale, in seguito rafforzandole, hanno funzionato.

Le misure sanitarie predisposte si sono rivelate efficienti nonostante le polemiche, gli attacchi e le notizie false diffuse. I posti letto Covid occupati sono il 50 per cento, sotto la media nazionale, le terapie intensive hanno il 55 per cento di posti disponibili, non una ‘percentuale da incubo’, come qualcuno ha detto.

Le terapie intensive sono diventate 130, più di quelle che il Governo aveva richiesto.

Siamo tra le Regioni italiane che le hanno incrementate di più. Le semintensive sono adesso 62, e siamo partiti con 4 posti.

I posti letto per malattie infettive attivati sono 584, erano 28. Ringrazio per il loro grandissimo lavoro i sanitari e il personale. L’Umbria è molto lontana dall’essere la maglia nera fra le Regioni italiane, nonostante la tempesta del Covid nella fase 2 sia stata ancora più violenta che nel resto d’Italia.

L’Umbria è fra le Regioni che hanno reagito meglio. I fatti dimostrano che le scelte sono state corrette, merito di tutti, personale sanitario e protezione civile. Non abbassiamo la guardia, restiamo vigili.

Per la fase 3 abbiamo il Piano di salvaguardia, l’Umbria è stata fra le prime regioni a predisporre un Piano di emergenza e tutto ciò che non utilizzeremo adesso, perché per fortuna al momento non ci serve, servirà per la fase 3 che, dicono gli esperti, si sommerà al picco influenzale previsto per fine gennaio, inizio febbraio.

Il nostro Piano di salvaguardia si avvarrà di tutti i posti già previsti, 32 nelle aziende ospedaliere di Perugia e Terni e 12 nell’ospedale da campo finanziato dalla Banca d’Italia. Questi sforzi, sostenuti a beneficio delle strutture ospedaliere, rimarranno nella disponibilità degli umbri.

L’ipotesi ospedale di Civitanova Marche è solo per la gestione di un eventuale picco di incrementi in attesa della realizzazione completa del Piano di salvaguardia, quindi è da intendersi come misura residuale, al momento non ce n’è bisogno. Il consulente Bertolaso, senza potere decisionale è a costo zero, lo dobbiamo solo ringraziare.

Anche noi abbiamo curato pazienti provenienti da Marche, Toscana e Lazio, sia in fase 1 che in fase 2. L’ospedale da campo dell’esercito a Perugia e quello della Croce rossa a Terni sono frutto di una programmazione attenta, non casuale. I 38 posti letto covid dell’ospedale da campo non ce li ha nessuno. Dovrebbe arrivare a metà dicembre e non lo utilizzeremo per portare gente ‘in campeggio’, come qualcuno ha detto. Ci facciamo affidamento per il Piano di salvaguardia. Non sappiamo ancora se tutto questo basterà per la fase 3, stiamo valutando altre soluzioni aggiuntive rispetto alla rete ospedaliera.

Da aprile stiamo facendo verifiche sull’Ex Milizia di Terni, su via del Giochetto a Perugia e su altre strutture. Il problema è il costo degli investimenti, la durata degli interventi, la carenza di personale come in tutte le altre regioni italiane e l’utilità futura di tutto quanto. Per questo abbiamo optato per soluzioni veloci. La prossima settimana riuniremo di nuovo il tavolo di confronto con le forze di minoranza, nonostante l’amarezza per qualche uscita dubbia: come si fa a chiedere ‘dove sono i 25 milioni del Piano Arcuri per l’ampliamento della risposta sanitaria di tutte le regioni’, come se li avessimo distolti noi, in qualche maniera.

Lo sapete benissimo dove sono e non è giusto gettare discredito sulle istituzioni. Solo dai primi di novembre è stato possibile iniziare la progettazione, questi sono i fatti e queste sono le date, e valgono per tutte le regioni, nella consapevolezza che la realizzazione pratica di quanto previsto nelle strutture sanitarie è impossibile da concretizzare nei tempi veloci che vorremmo noi. È molto difficile fare interventi strutturali in piena pandemia. Lunedì ci sarà una conferenza stampa della Sanità umbra per spiegare come saranno garantiti i livelli minimi di assistenza negli ospedali.

Ringraziamo anche i 150 tracciatori dell’Università che hanno dato una grossa mano. Grazie all’assestamento di bilancio avremo ancora più risorse per la Prociv, quasi 1 milione di euro aggiuntivi in tre anni. Continuerò a lavorare per altre risorse. Devo fare anche un appello agli umbri: sono possibili parziali e limitati allentamenti nelle misure, siamo fra i primi a superare la fase 2 che ha colpito molto forte, ora i nostri comportamenti sociali devono farci convivere con il covid.

A dicembre ci sarà una campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini. La responsabilità di tutti farà la differenza, anche per la ripartenza.

Negli ospedali ancora dura la guerra e i cittadini devono essere di aiuto”.

Fabio Paparelli (PD-portavoce minoranza) ha dichiarato: “Apprezziamo i toni usati dalla presidente. Non stiamo attuando una tregua, non c’è nessuna guerra in atto, quanto piuttosto un confronto che auspico costruttivo, nell’interesse di tutta la comunità umbra. Non diffondiamo notizie false, ma esercitiamo come da mandato azione di stimolo e controllo sull’operato della maggioranza e facciamo proposte.

Non abbiamo polemizzato sul fatto che non avete speso i 25 milioni di Arcuri, ma evidenziato che alcune Regioni si sono assunte deleghe e hanno speso fin da luglio, si tratta di una scelta politica. Veneto ed Emilia hanno già speso e rendicontato. Siamo contenti per il calo dei contagi, ci mancherebbe, ma ci sono 2 dati ancora critici: il numero dei decessi e il numero delle terapie intensive. L’atteso picco di influenza e la possibile terza ondata di Covid prima del vaccino, dicono che c’è ancora un pezzo di strada da fare. Bene l’impiego dei tracciatori dell’Università ma va fatto un potenziamento del Dipartimento di prevenzione della Asl.

La scelta di non fare tamponi agli asintomatici conviventi di positivi deve essere rivista. Io ero positivo asintomatico e nessuno mi ha detto niente.

Le liberatorie non funzionano, decine persone negative da giorni non riescono ad avere la liberatoria, carente anche il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti. Dobbiamo riconoscere che ci sono ancora criticità.

Tamponi a oncologici e immunodepressi, queste persone devono avere un percorso preferenziale. Altro tema il recupero delle prestazioni sanitarie sospese. I reparti sono dedicati totalmente al Covid. Non riteniamo giusta la soluzione di chiudere reparti ospedalieri di eccellenza e mandare i nostri professionisti a operare nelle cliniche private.

Ecco perché sosteniamo l’ipotesi di utilizzo della ex Milizia a Terni, anche come occasione per risolvere il contenzioso con Ater e Azienda ospedaliera e lavorare per un utilizzo futuro della struttura. Il tema dei temi è quello delle assunzioni, delle stabilizzazioni; qualche ritardo da colmare lo abbiamo avuto, mettiamo in campo percorsi facilitati per avere un risultato maggiore.

Abbiamo bisogno di anestesisti ma anche di infermieri, la medicina di territorio è da ripristinare. Non siamo convinti degli ospedali da campo, in futuro non resteranno. No  all’ipotesi Civitanova Marche. Speriamo non serva, che il piano di salvaguardia non scatti, ma dobbiamo rivederlo.

Nelle Rsa e nelle residenze protette la situazione dei contagi è ancora molto critica. Chiediamo di valutare il ripristino oltre che delle lezioni in presenza per la prima media, della riapertura in presenza dei laboratori per le attività pratiche e gli esami finali dei percorsi formativi.

Le misure del Governo non sono sufficienti per l’Umbria, la proposta di Bianconi di avere un piano strutturale partecipato, complessivo e  condiviso diventa un elemento fondamentale.

Servono interventi immediati oltre che l’annunciata visione di medio e lungo termine. Il Pil regionale non è crollato adesso ma negli anni precedenti, dobbiamo guardare alla produttività non al Pil: c’è stata una ripresa della manifattura fino a metà anno, ma c’è carenza sui servizi innovativi alle imprese. Se le misure del Governo sono insufficienti, accompagnamole con risorse nostre.

Chiediamo esenzioni e forme di premialità per i Comuni che verranno incontro alle imprese. Su questo misureremo la concretezza del confronto che è stato avviato per il bene della comunità”.

LA PROPOSTA DI RISOLUZIONE DELLA MINORANZA

La proposta di risoluzione predisposta e firmata da tutti i consiglieri della minoranza (Tommaso Bori-capogruppo Pd, Thomas De Luca-capogruppo M5S, Andrea Fora-Patto civico, Vincenzo Bianconi-Gruppo misto, Michele Bettarelli, Simona Meloni, Fabio Paparelli, Donatella Porzi-Pd) prevede cinque punti di impegno per la Giunta regionale:

  1. Intensificare il monitoraggio dei contagi all’interno di Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) e Residente protette (Rp) pubblicando giornalmente i dati sul sito delle Asl di riferimento;
  2. Prevedere appositi nuclei di controllo delle strutture che garantiscano verifiche e rapporti settimanali anche istituendo un ‘Cabina di regia regionale’ con la partecipazione di specialisti e gestori;
  3. Immediato potenziamento delle Usca (Unità speciali continuità assistenziale) e dell’integrazione con la medicina generale e le Aft (Aggregazioni funzionali territoriali) con unità dedicate esclusivamente a Rsa e Rp così da poter garantire un rapido intervento e una presa in carico immediata di tutte le situazioni critiche in cui si verifichino focolai di contagio;
  4. Fornire alle strutture sanitarie Rsa e Rp i dispositivi necessari a garantire i contatti con le famiglie e gli affetti con sistemi di video chiamata ed anche tramite l’allestimento, dove possibile, del ‘sistema abbracci sicuri’ sperimentato in altre regioni;
  5. Ripristinare la regolarità dei tamponi con cadenza settimanale verso tutto il personale socio-sanitario ed amministrativo.

Nella presentazione del documento di indirizzo, il capogruppo del Partito democratico, Tommaso Bori ha evidenziato che “da oltre una settimana ci siamo incontrati con la presidente Tesei, l’assessore Coletto e i dirigenti. Abbiamo formulato dieci valide proposte che toccano vari temi su cui dovremmo avere riscontri nei prossimi giorni. Proposte che riguardano le assunzioni, la riorganizzazione dei servizi, la ripresa dei tracciamenti.

Oggi, con la nostra proposta di risoluzione, vogliamo porre l’accento sulle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) e sulle Residenze protette (Rp), sul numero di contagi, sottolineare le difficoltà degli ospiti di queste strutture, la necessità di tutela dei lavoratori. Questo sta diventando un tema sempre più centrale perché in queste realtà di comunità il virus viaggia e si diffonde in maniera particolarmente forte.

Soprattutto se si allentano le misure di verifica e di sicurezza, come, ad esempio, la tempistica dei tamponi. Si è verificato che in molte strutture, di tutti i territori, si sono accesi dei focolai epidemici con il conseguente contagio degli ospiti, in larga parte fragili e vulnerabili. Il contagio ha poi riguardato gli operatori, i medici, gli infermieri, in visita per il sistema sanitario.

La popolazione anziana, i portatori di handicap, i soggetti non autosufficienti, ospitati in queste strutture pagano un prezzo in termini di sofferenze e di vite umane molto più alto rispetto al resto della popolazione. Verso queste strutture dobbiamo porre un’altissima attenzione”.

Donatella Porzi (Pd): “Si tratta di un tema delicato, da analizzare con attenzione. Queste fragilità, legate alla gestione dell’emergenza e al propagarsi della pandemia, possono essere aggravate dalle condizioni vissute nelle Rsa e nelle Rp. Ci aspettiamo la volontà della maggioranza di affrontare insieme queste problematiche. Questi luoghi, in questa seconda ondata, vivono difficoltà crescenti e non facili da superare per persone fragili”.

Luca Coletto (assessore Sanità): “Buona parte degli indirizzi indicati sono stati già seguiti. È stata già attivata una task force per il monitoraggio della qualità dei servizi delle Rsa. Gli operatori vengono controllati settimanalmente. La chiusura delle residenze è stata resa necessaria proprio per evitare ulteriori contagi in ambiti di fragilità. Miglioreremo ulteriormente le comunicazioni con l’esterno per andare incontro alle esigenze delle famiglie. Il referente delle Usca è stato attivato in primavera e sono stati svolti corsi proprio per la gestione corretta dei controlli nelle residenze”.

Andrea Fora (Patto civico): “Passata l’emergenza dovremo aprire una riflessione sul sistema delle Rsa umbre e su un nuovo modello socio sanitario che permetta agli anziani di trascorrere più tempo possibile a casa invece che nelle residenze. Le informazioni che ci arrivano dai territori divergono dalle affermazioni dell’assessore. Ci risulta che i tamponi al personale avvengono mensilmente o quindicinalmente. In tante Rsa l’assistenza delle Usca risulta poco presente o addirittura mai attivato. Tutto ciò è legato a carenze del personale e a sistemi da razionalizzare. Non si tratta di una responsabilità diretta della Giunta. C’è pochissimo tempo e servono interventi urgenti anche per garantire le comunicazioni tra famiglie e anziani. Serve la volontà di mettere in campo strumenti a tutela dell’affettività delle famiglie”.

Eleonora Pace (FdI): “Propongo l’approfondimento della proposta nella Terza commissione, anche la prossima settimana, per sviluppare il dibattito e comprendere se ci sono ulteriori azioni da mettere in campo”.

Simona Meloni (Pd): “Dobbiamo agire con urgenza, ci sono situazioni gravi da affrontare. Gli operatori fanno turni massacranti e le famiglie avvertono una situazione di disagio. Gli operatori sanitari fanno il tracciamento una volta al mese. Si può portare la risoluzione in Commissione, ma entro pochi giorni”.

Fabio Paparelli (Pd): “La nostra risoluzione non accusa la Giunta di inerzia. Il problema è che il generale caso dei contagi non si registra anche nelle Rsa e Rp. Da quanto ci giunge dai territori le linee guida approvate il 2 novembre non vengono attuate in modo corretto”.

Tommaso Bori (Pd): “Positiva la discussione in Commissione. Importante affrontare questo tema per risolverlo e non sollevare il polverone su un tema vero”.

Valerio Mancini (Lega): “Il punto non è quello che vogliamo fare ma quello che è giusto fare. Bisogna capire però chi sono gli interlocutori della Terza commissione. Il mio interlocutore è l’assessore alla sanità”.