Solinas: «Regionali, un’occasione per tornare a sostenere i valori della Sinistra»

Per il medico-consigliere regionale “Serve definire in fretta un programma rivoluzionario e innovativo, realmente alternativo al passato, con personaggi e volti nuovi, che metta al centro il lavoro, l’ambiente, la sicurezza, le infrastrutture, il merito”
Perugia

di Francesco Castellini - Attilio Solinas, medico-consigliere regionale eletto nel Pd, poi passato ad Articolo Uno e ora indipendente di sinistra, è una delle voci “interne” più autorevoli e fortemente critiche nei confronti del Partito Democratico.
Fu il primo a stilare una impietosa diagnosi politica sulla “piaga” Concorsopoli, affermando fin da subito: «Il Pd, facendo cadere la Marini, consegnerà la Regione alla destra».
Insomma al medico-consigliere il fatto che la presidente della Giunta sia stata usata come una vittima sacrificale non è mai andata giù del tutto. Al punto da dichiarare a La 7: «Tutti i concorsi in Italia sono condizionati o da sistemi clientelari di potere o perché devi stabilizzare un precario o devi far entrare uno bravo che ha meno titoli. È tutto illegale, ovviamente, ma il sistema dei punteggi si presta a queste interferenze».
E ancora oggi continua a puntare il dito contro i presunti colpevoli: «La storia lo definirà in maniera netta, la governatrice è stata obbligata a dimettersi, per motivi di corrente, interni al Pd. Altrimenti non si capisce perché ci sono governatori di centrosinistra che hanno pacchi di avvisi di garanzia e stanno ancora al loro posto».
E ancora: «Chi dirige il Pd in Umbria ha delle responsabilità molto pesanti, non solo perché ha imposto delle dimissioni che potevano essere evitate, aprendo la strada alle elezioni, ma anche perché ha costretto ad anticipare di un ulteriore mese la scadenza del voto, riducendo il tempo necessario per organizzare una coalizione larga e degna di interesse ed una efficace campagna elettorale».
E, dunque, quello che resta particolarmente indigesto al politico-gastroenterologo è la vicenda della nomina del candidato per le Regionali.
La sua anamnesi è dettagliata. «La direzione del Pd umbro ha distrutto completamente il dibattito democratico all’interno del partito e della possibile coalizione. Fino all’ultimo si è avuta l’impressione che la cosa venisse decisa dai soliti due o tre che contano in Umbria, con l’avallo di Roma, escludendo così qualsiasi confronto allargato».
E cita a proposito il manifesto politico-programmatico della sua area di appartenenza, presentato il 22 agosto scorso, che parlava già della “necessità di costituire un’entità per le elezioni”.
«Siamo stati i primi - spiega Solinas - con “Da Sinistra per l’Umbria del futuro”, a mettere al centro di tutto una grande coalizione che poteva essere aperta anche al M5S».
«Sono ancora convinto - dice Solinas - che l’aggregazione sia la soluzione più ragionevole, ma a patto che sia basata su alcuni punti programmatici importanti, necessari a rilanciare lo sviluppo di una regione che ha perso, in questi ultimi anni, la propria identità e la propria anima, oltre che tanti posti di lavoro e tante opportunità per il rilanciò dell’economia».
Il consigliere Solinas si dice poi convinto che «siamo di fronte ad un’occasione storica». E spiega: «C’è bisogno di una svolta significativa per evitare la deriva verso una destra regressiva, antidemocratica e contraria ai valori della nostra Costituzione. Ma per fare questo occorre che il Pd prima di tutto sia capace di mettersi in discussione, di rinnovarsi. Perché è evidente che il Partito Democratico agli occhi di molti è visto come la causa del declino di questa regione. E dunque si sente il bisogno di ritrovare una coerente visione programmatica, in grado di coniugare le esigenze politiche con un’utopia concreta, per poter dare al popolo umbro, smarrito da troppo tempo, un futuro migliore».
«Quindi questa campagna elettorale deve diventare l’occasione per tornare a sostenere i valori della Sinistra. Serve definire in fretta un programma rivoluzionario e innovativo, realmente alternativo al passato, con personaggi e volti nuovi, che metta al centro il lavoro, l’ambiente, la sicurezza, le infrastrutture, il merito. Per non parlare dei sistemi sanitari e scolastici, che devono tornare ad essere pienamente efficaci ed efficienti, sempre più di carattere pubblico e universale».
«A questo punto - conclude Solinas - non resta che verificare se vi sono le auspicabili volontà politiche e la capacità di mettere in primo piano gli interessi generali e relegare in ultima fila quelli del proprio particolare».