Regionali: Cardella si chiama fuori dall’agone politico

In una lettera alla Nazione Umbria il magistrato spiega i motivi del suo ritiro
Perugia

Il procuratore generale di Perugia Fausto Cardella ringrazia ma non accetta la candidatura alle elezioni regionali come presidente della Regione, a rappresentare lo schieramento giallo-rosso. Di questa eventualità si era parlato in un articolo pubblicato su La Nazione Umbria, e oggi il magistrato risponde sulle stesse colonne a chi aveva paventato la possibilità di vederlo assumere tale ruolo politico.
Pubblichiamo integralmente la lettera pubblicata oggi su La Nazione.

di Fausto Cardella*
Caro Direttore, con riferimento ai numerosi articoli di stampa che, nei giorni scorsi ed anche oggi, hanno accostato il mio nome agli sforzi di alcuni partiti politici volti ad individuare, in vista delle prossime elezioni regionali, un candidato governatore proveniente dalla società civile, desidero puntualizzare la mia posizione. Come ho avuto modo di esprimere in un colloquio con il Suo Giornale, che ringrazio per l’ospitalità, sono sinceramente lusingato del fatto che, nel quadro di tale ricerca, da molte parti si sia pensato alla mia persona o comunque manifestato apprezzamento per quest’ipotesi di candidatura. Sono lusingato per una duplice ragione. Innanzitutto perché, avendo avuto sempre cura di improntare il mio servizio alle istituzioni giudiziarie a principi di terzietà, autonomia e indipendenza, leggo oggi nell’interesse che mi circonda proprio l’apprezzamento per questo percorso umano e professionale, che mi ha da decenni legato all’Umbria e non già il riflesso di posizioni politiche da me mai manifestate. Giunto a pochi mesi dal congedo dalla toga, ciò è motivo di sincera, e credo legittima, soddisfazione per un servitore dello Stato. Sono lusingato, in secondo luogo, perché l’ipotesi di una mia candidatura si inserisce nel quadro di un apprezzabilissimo sforzo di rinnovare la proposta politica per la nostra Regione in base a schemi diversi da quelli consueti e attingendo altresì alla società civile. Il valore della legalità , al quale ho dedicato in questi anni molte mie uscite pubbliche (soprattutto rivolte ai più giovani), si alimenta, infatti , non solo di prevenzione e repressione del crimine, ma anche di istituzioni democratiche funzionanti e arricchite delle migliori competenze. Tutto quanto precede, tuttavia, non è sufficiente a consentirmi di rispondere positivamente alle tante sollecitazioni di queste ultime ore. Come ho avuto modo di esprimere nel colloquio prima richiamato, il passaggio da una dimensione di terzietà all’inevitabile faziosità della politica, pur legittima e persino feconda quando esercitata nel rispetto delle persone e delle istituzioni, è un passaggio delicato e laborioso per un magistrato. È una questione di coerenza con la propria storia, ma anche di rispetto verso chi ti propone. Così come il rispetto verso gli elettori umbri mi ha indotto a valutare con rigore se vi sia il tempo necessario non solo per tale percorso individuale, ma anche per l’elaborazione, da parte di chi è estraneo da sempre alla macchina amministrativa ed ai meccanismi politico- istituzionali, di una proposta politica e programmatica all’altezza delle sfide che la regione sarà chiamata ad affrontare ed all’altezza di ciò che l’Umbria merita. Le peculiari dinamiche della dialettica politica, per giunta nelle ultime settimane inevitabilmente condizionate dai noti mutamenti intervenuti a livello nazionale, hanno fatto sì che si giungesse ad affrontare l’eventualità di una mia candidatura con tempistiche che reputo incompatibili con il percorso delineato. Non volendo per parte mia aggiungere ulteriori fattori di dilazione, preferisco così chiarire definitivamente la mia posizione anche a beneficio di tutti quanti hanno formulato il mio nome, ai quali, ripeto, va il mio più sincero ringraziamento.
   *Procuratore generale di Perugia