Nel 2018 l'attività economica in Umbria ha continuato a crescere a ritmi moderati

Report della Banca d’Italia tra luci ed ombre
Perugia

Dall'indagine della Banca d'Italia presentata ieri presso la sala dei Notari di Perugia dai funzionari Lucia Lucci e Daniele Narangoni, si evidenzia una leggera ripresa dell'economia umbra, ma ad avviso del Direttore generale Nicola Barbera, dalla seconda metà del 2018, l’Umbria va verso un deciso peggioramento e questo è dovuto anche alla poca volontà di innovazione delle imprese.

Nella prima parte del 2018 l'attività economica in Umbria ha continuato a crescere a ritmi moderati ma ancora inferiori rispetto al dato nazionale.. Gli ordini industriali sono aumentati con un'intensità analoga allo scorso anno; dopo lungo tempo, l'incremento si è esteso anche alle piccole imprese. L'andamento del fatturato, positivo in tutti i principali settori, è risultato migliore per le aziende orientate ai mercati esteri. Nell'edilizia non si è ancora conclusa la lunga fase recessiva. Sono emersi segnali di miglioramento tra i servizi diversi dal commercio al dettaglio, ove la dinamica delle vendite è rimasta negativa. I flussi turistici sono tornati su livelli analoghi a quelli registrati prima del terremoto, tranne che nei comuni direttamente colpiti.

Dopo un biennio di robusta crescita il processo di accumulazione del capitale si è indebolito, anche per la maggiore incertezza sull'evoluzione del quadro congiunturale. Nell'industria gli investimenti per l'anno in corso sono previsti in calo e i piani per il 2019 sono improntati alla stazionarietà della spesa. La situazione reddituale del sistema produttivo regionale ha fatto segnare un miglioramento associato a un ulteriore incremento della liquidità.

Come lo scorso anno l'occupazione è rimasta stabile, confermando un andamento peggiore rispetto al resto del paese. Tra i lavoratori dipendenti hanno peraltro ripreso a crescere le assunzioni a tempo indeterminato. Il tasso di disoccupazione si è ridotto, riflettendo il minor numero di persone in cerca di lavoro.

Pur in presenza di condizioni di offerta ancora favorevoli, l'espansione del credito in regione ha perso vigore. I prestiti alle aziende di maggiori dimensioni sono aumentati a un ritmo meno intenso rispetto allo scorso anno, quelli alle piccole imprese hanno continuato a diminuire. La dinamica è rimasta invece solida per le famiglie, per effetto della crescita ancora sostenuta del credito al consumo; le erogazioni di mutui si sono stabilizzate in connessione con l'andamento poco vivace del mercato immobiliare.

La qualità dei prestiti è nel complesso ulteriormente migliorata; nel comparto manifatturiero tuttavia il flusso di nuove posizioni con difficoltà di rimborso è tornato ad aumentare.