Perugia: protesta dei baristi e ristoratori contro il nuovo DPCM

Ieri la manifestazione per le chiusure che hanno colpito i settori più in crisi
Perugia

I settori più colpiti dalle ultime limitazioni previste dal DPCm del 23 ottobre scendono in piazza. E lo fanno in maniera pacifica, riunendosi in una protesta organizzata da Fipe Confcommercio presso piazza IV Novembre a Perugia.

Ventiquattro le piazze riunite, accomunate dallo stesso slogan: "Siamo a terra". "Vogliamo che il nostro messaggio arrivi chiaro e forte alle istituzioni - dichiara il vicepresidente di Fipe Umbria, Mirko Zitti - gli operatori del settore rispettano seriamente i protocolli sanitari imposti e hanno investito in modo significativo per garantire la sicurezza di tutti, avventori e personale. E vogliono poter lavorare".

Un minuto di silenzio in piazza dedicato alle 5mila imprese dell'Umbria e ai lavoratori del settore, che conta quasi 13mila addetti.

Giorgio Mencaroni, presidente regionale di Confcommercio, non nasconde la propria preoccupazione per i settori più colpiti dalle limitazioni, i quali "sono a terra e il rischio che non riescano a reggere questo secondo urto, dopo il lockdown della scorsa primavera, è forte".

Forte l'appello da cuochi e chef presenti alla manifestazione, che chiedono a gran voce di poter lavorare almeno a Natale, ricorrenza che, tipicamente, comporta un aumento di lavoro per il settore della ristorazione e, di conseguenza, di introiti, ora più che mai necessari per risollevarsi.