Perugia, velo integrale imposto dal marito: il pm revoca l'archiviazione del caso

Nella sua denuncia la donna ha parlato non solo dell’imposizione del velo ma anche di altri maltrattamenti che avrebbe subito dal marito
Perugia

Aveva denunciato l'ex marito, accusandolo tra l’altro di averle imposto il velo integrale, ma per quel procedimento il sostituto procuratore di Perugia Franco Bettini aveva chiesto l’archiviazione. Entrambi di origine nordafricana e di religione islamica.
Ora lo stesso magistrato ha formalizzato la richiesta di revocare la richiesta di archiviazione.
Una decisione arrivata dopo l’opposizione da parte della donna alla decisione di chiudere l’indagine nella quale è stato ipotizzato il reato di maltrattamenti. Questa ha nel frattempo lasciato il marito e vive in una comunità nel napoletano. Nel suo Paese d’origine sarebbe invece tornato l’uomo, forse insieme ai figli.

La richiesta di revoca della richiesta d'archiviazione - spiega la Procura di Perugia - è stata decisa in seguito alla presentazione di opposizione da parte della persona offesa. È giustificata «dalla necessità di effettuare ulteriori attività investigative, cui fa riferimento l'atto di opposizione, fra cui anche l'audizione diretta della querelante». Nella stessa nota, firmata dal procuratore Cantone, si ricorda che il procedimento «nei giorni scorsi era stato oggetto di particolare attenzione mediatica per una frase estrapolata dalla richiesta di archiviazione relativa alla costrizione della denunciante a tenere il velo integrale».

In particolare nell'atto si sosteneva che «la condotta di costringere a tenere il velo integrale rientra nel quadro culturale, pur non condivisibile in ottica occidentale, dei soggetti interessati». «Imporre il velo non può essere giusto nel nostro Paese che ha proprie regole. Che non sono certamente quelle della tradizione islamica», aveva detto il procuratore dopo che il caso era finito sui giornali. Nella richiesta di archiviazione del pm, ora revocata, si sosteneva tra l'altro che «il rapporto di coppia viene caratterizzato da forti influenze religiose-culturali alle quali la donna non sembra avere la forza o la volontà di sottrarsi».

Le nuove indagini - Nelle investigazioni la novità è l'acquisizione della testimonianza "diretta" della donna. E' probabile che venga sentita dal magistrato titolare del fascicolo. Nella sua denuncia la donna ha parlato non solo dell'imposizione del velo ma anche di altri maltrattamenti che avrebbe subito dal marito. Come il divieto di uscire di casa o di avere rapporti sociali con altri. Per questo non è escluso che gli inquirenti decidano di sentire anche altri testimoni per ricostruire esattamente il contesto nel quale viveva la famiglia durante il periodo di permanenza in Umbria.