Covid in Umbria, per l’assessore Coletto “potremmo essere in zona gialla”

“Ridotta la pressione nelle terapie intensive”
Perugia

Potremmo essere in zona gialla, con questi dati”. Parola dell’assessore regionale umbro alla Salute, Luca Coletto, che ha rilasciato un'intervista al Corriere dell'Umbria. “Ma ciò che mi sta a cuore è essere riuscito per la seconda volta ad abbassare, mi auguro, quella che è la pressione sulle terapie intensive che per la prima volta sono arrivate a 130 allestite. Siamo andati oltre il piano di ampliamento programmato”. Dopo c’è solo il piano di salvaguardia. 
Anche secondo La Stampa Umbria e Liguria dal 1 dicembre (l’ordinanza scade il 3 ma sono possibili revisioni in corsa, ndr) possono tornare gialle. “Non mi preoccupa se siamo ancora in zona arancione”, insiste Coletto. “Mi preoccupa che si svuotino le terapie intensive, che si infettino di meno gli umbri e che guarisca la gente. Sono preoccupato moltissimo per le modalità di riapertura delle scuole. Per un semplice motivo: l’infezione è ripartita con la riapertura delle scuole. Non lo dico io, lo dicono i dati”.
L’Umbria farà tornare in classe le prime medie...
“Questo non è un problema. In prima media di solito gli studenti sono accompagnati dai genitori, sono ridotti gli affollamenti negli autobus e gli assembramenti all’esterno, i veri precursori della ripresa del contagio. Ricordo che le prime medie sono in presenza anche nelle zone rosse. Certo, se vedremo una ripartenza sapremo dove andare a cercare la causa”. 
Farete controlli?
“Spero ci saranno. Spero che la lezione sia bastata. Certo i ragazzi delle prime medie hanno comportamenti diversi degli studenti delle superiori o dell’università”.
La curva degli attualmente positivi è in discesa, Gimbe certifica la riduzione della progressione del virus..
“Questo anche perché non abbiamo mai interrotto il tracciamento, abbiamo continuato a farlo anche nelle peggiori condizioni. Tutte le regioni hanno avuto difficoltà. Ora il servizio è stato potenziato di 30 unità. Un servizio fondamentale”. Per non contare la collaborazione con l’università, con i primi 60 studenti reclutati.