Covid in Umbria, il mondo della scuola spinge per riaprire le medie

La decisione, oggi mercoledì 11 novembre, spetta alla giunta guidata da Donatella Tesei
Perugia

Il mondo della scuola preme per tornare alla didattica in presenza nelle scuole medie. Lo prevede il Dpcm per le aree arancioni e gialle. La decisione, oggi mercoledì 11 novembre, spetta alla giunta guidata da Donatella Tesei. Palazzo Donini, come scrive oggi il , con l’entrata nella zona gialla (che prevede come l’arancione la didattica in presenza per le medie, a distanza per le superiori e università) aveva stabilito di confermare l’ordinanza 69 del 30 ottobre per la quale “a decorrere dal 3 novembre 2020 e fino al 14 novembre 2020 le attività delle scuole secondarie di primo e secondo grado statali e paritarie sono realizzate attraverso la didattica a distanza riservando alle attività in presenza esclusivamente i laboratori, ove previsti dai rispettivi ordinamenti del ciclo didattico, e la frequenza degli alunni con bisogni educativi speciali”.
Con i dati epidemiologici che da allora non sono migliorati, anzi, fare decadere tout court il provvedimento non è opportuno, stando alle valutazioni giusto della scorsa settimana del nucleo epidemiologico e degli esperti della sanità regionale.
La dirigente dell’ufficio scolastico regionale, Antonella Iunti, predilige la didattica a distanza ma è ben cosciente che non ci sono ancora segnali stabili di una riduzione del contagio. “Stiamo lavorando insieme a palazzo Donini”, spiega Iunti la giunta regionale sta valutando alla luce dei dati epidemiologici. La situazione dell’Umbria rispetto a quando è stato preso il provvedimento certamente non è migliorata. Sono state fatte delle valutazioni, sono ore delicate”.Certo il Dpcm è meno restrittivo dell’ordinanza. “Lavoriamo in un quadro, quello del Dpcm, ma allo stato non ci sono decisioni prese con l’ordinanza regionale legate alla specificità dell’Umbria”, spiega ancora Iunti. Che non nega una preferenza del mondo della scuola per un ritorno alla didattica in presenza, sotto il profilo della qualità dell’insegnamento e dell’interrelazione tra studenti e docenti. Ma “i dirigenti scolastici sono rispettosi delle decisioni che vengono assunte nel rispetto della collettività. Certo l’idea della didattica in presenza è da preferire, ma ci adeguiamo”. Sta funzionando per le medie? Secondo Iunti,sì. “Stanno lavorando, le scuole del primo ciclo non sono strutturare come le scuole secondarie di secondo grado ma stanno procedendo anche sulla scorta maturata durante il lockdown”.