Coronavirus, Umbria maglia nera per tasso di incremento dei contagi

Criticità sui posti di terapia intensiva
Perugia

La crescente quota di positivi è diventata ieri da record nazionale, se rapportata alla popolazione.
Come riporta oggi , il monitoraggio della Fondazione Gimbe colloca il cuore verde in cima alla classifica italiana: superata anche la Campania, che il giorno prima era la regione con il tasso percentuale più alto. Ieri l’Umbria ha toccato il 31%.
È nella zona rossa del quadrante, dato che rientra anche nella top dieci delle regioni con più casi di contagio riscontrati, nel grafico che illustra il posizionamento in relazione alle medie nazionali del numero di casi attualmente positivi per 100mila abitanti e dell’incremento percentuali dei contagi,nella settimana tra il 6 e il 13 ottobre.
L’impennata dei positivi ha di fatto mandato il tilt il tracciamento dei contatti effettuato dai dipartimenti di igiene: troppi casi, numero insufficiente di medici per portare a termine le indagini epidemiologiche.  Da considerare che comunque è cresciuto con valori record anche il numero dei tamponi.
Allo stesso tempo si rileva una disponibilità di posti di terapia intensiva negli ospedali regionali di gran lunga inferiore rispetto alla linea mediana del Paese.
Sono questi due dati, uniti insieme, a far preoccupare le istituzioni sanitarie in questa seconda fase di pandemia. 
Secondo un report del Sole 24 ore su dati ministeriali subito dopo la Campania, che al momento ha la situazione “più preoccupante” con 7,3 letti per 100mila abitanti, troviamo l’Umbria con 7,9. Poi le Marche con 8,3. Lazio Emilia e Toscana hanno situazioni migliori (12,7, 11,5 e 11,1). Altre regioni hanno numeri doppi, vedi Veneto (16,8), Valle D’Aosta (15,9)e Friuli (14,4).
E anche se i posti in rianimazione non sono ancora un’emergenza attuale nel cuore verde, dato che ne sono occupati causa Covid solo 11 su 69 disponibili (che dovranno diventare 127 nei piani della Regione), l’aumento progressivo dei ricoveri in malattie infettive fa suonare il campanello d’allarme: nei pazienti più anziani è frequente passaggio dalla media acuzie alla terapia intensiva, in caso di polmonite bilateriale causata da Sars Cov 2. La soglia di sicurezza fissata dal governo a maggio è di 14 posti letto per 100 mila abitanti. In quell’occasione sono stati stanziati1,3 miliardi col Dl rilancio proprio per potenziare i reparti di rianimazione in chiave Covid.