All’ospedale di Perugia studio clinico sul farmaco “salvavita” anti Covid

Il tocilizumab si punta a utilizzarlo su 330 pazienti, in collaborazione con lo Spallanzani di Roma
Perugia

La clinica di malattie infettive dell’ospedale di Perugia avvia uno studio clinico per testare il farmaco salvavita anti Covid: il tocilizumab.
Come scrive oggi , si punta a utilizzarlo su 330 pazienti, in collaborazione con lo Spallanzani di Roma - che ha approvato lo studio il 18 marzo - e gli enti promotori: l’Istituto nazionale tumori, Irccs e fondazione G. Pascale di Napoli.
L’autorizzazione ai test da parte del commissario straordinario del Santa Maria della Misericordia, Marcello Giannico, è del 24 settembre 2020. La richiesta per condurre uno “studio multicentrico sull’efficacia e la sicurezza di tocilizumab nel trattamento di pazienti affetti da polmonite da Covid 19 era stata richiesta dalla clinica a guida universitaria al dipartimento di medicina dell’ateneo, ottenendo il primo ok.
Giovedì scorso c’è stato il disco verde dell’azienda ospedaliera. Il direttore della clinica, Daniela Francisci, e il dirigente medico che segue il protocollo, Andrea Tosti, hanno già definito le procedure.
Lo studio ha come obiettivo quello di “valutare l’efficacia e la sicurezza del tocilizumab in pazienti affetti da polmonite Covid e ridurre la mortalità”. Saranno studiati i casi con deficit di saturazione dell’ossigeno che richiedono il ricovero. A Perugia nella prima ondata pandemica è già stato utilizzato il farmaco in via sperimentale su alcuni pazienti. Dai dati disponibili “si può presumere - è scritto negli atti allegati all’autorizzazione - che la mortalità a un mese per la popolazione definita dai criteri di selezione sia circa il 15%. L’obiettivo dello studio è verificare l’ipotesi che il farmaco sperimentale possa dimezzare il tasso di mortalità portandolo dal 15 al 7,5%”. Per questo è necessaria una base di 330 pazienti.
Attualmente in Umbria i ricoverati con problemi respiratori per Covid sono 37. Il numero è in continua crescita.
Lo studio sarà esteso anche ad altri centri, su base nazionale, che aderiscono al progetto Il tocilizumab, applicato nella prima fase della polmonite, può essere decisivo: per questo nel caso di una recrudescenza dei ricoveri seguire un protocollo certificato diventa un’arma in più. Per la conduzione dello studio “non è necessario effettuare indagini o procedure extra routinarie”.
Il farmaco viene fornito gratuitamente dal centro coordinatore - Istituto nazionale tumori, Irccs e fondazione G. Pascale - sulla base dei pazienti “arruolati”. Non è previsto quindi alcun costo aggiuntivo a carico del sistema sanitario regionale. L’ok alla fattibilità dello studio nella clinica di malattie infettive di Perugiaè arrivato anche dall’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, sempre nel marzo del 2020.