«I malati oncologici fra le categorie da vaccinare»

Appello alla Regione e al Ministero del presidente dell'Aucc Giuseppe Caforio
Perugia

di Francesco Castellini

Con la pandemia legata al Coronavirus si è scoperto quanto sia efficace la prevenzione e dunque la necessità di mettere in campo strategie che possono aiutare a non farsi infettare; ma questo non dev'essere a scapito di altre categorie di pazienti, soprattutto di quelli oncologici, per i quali è di vitale importanza poter continuare i percorsi di screening, di cura e di follow up, che invece in molti casi si sono interrotti.
Tant'è che nel frattempo il cancro ha continuato a imperversare e a mietere vittime: i dati dimostrano che gli screening e i controlli medici si sono ridotti e le previsioni di mortalità sono, per questo motivo, molto più alte rispetto agli anni precedenti.
Nella provincia di Perugia, dove in special modo il Covid ha colpito duro, si registrano gravi ripercussioni sull'intera attività ospedaliera, che anche per colpa dei numerosi contagi registratisi nei reparti cosidetti “bianchi”, ha portato la struttura a blindare e a fermare tutta l'attività sanitaria ordinaria e programmata.
Un “blocco” che ha riguardato anche l'oncologia, con la drammatica conseguenza di avere delle ripercussioni sui tanti malati di tumore in questo momento “abbandonati” al loro destino.
A lanciare l'allarme è Giuseppe Caforio presidente dell'Aucc, l'associazione umbra contro il cancro alla quale in questi giorni stanno arrivando decine di segnalazioni.
«Le campagne di screening e le terapie in atto sono fondamentali e non vanno rimandate o saltate - afferma l'avvocato Caforio - perché non v'è dubbio alcuno che i malati oncologici sono più a rischio, insieme a tutti i pazienti immuno-compromessi e affetti da altre gravi patologie non oncologiche. Ci è d'obbligo sottolineare il fatto che siamo in una situazione di grave ritardo sia nell'attività diagnostica che in quella terapeutica. E se da un lato comprendiamo la gravità eccezionale del momento va ribadito che le patologie oncologiche non aspettano e che dovrebbero avere pari dignità se non addirittura un maggior grado di attenzione. Ritardare le diagnosi in questo caso può determinare effetti nefasti».
Avvocato Caforio la cosa sta diventando davvero un problema grosso.
«Non v'è dubbio che i malati immunodepressi sono i più esposti al rischio Covid. Si pensi a un paziente affetto dal cancro ai polmoni? Ma poi c'è da considerare anche l'aspetto soggettivo, psicologoco. Il sentirsi ultimi, abbandonati, trascurati, abbassa ancora di più le difese immunitarie. Di cancro si può guarire ma se si mette il paziente in condizione di non poter essere curato in maniera corretta, l'esito rischia di rivelarsi fatale. Per loro la cura è una questione di vita o di morte. Allo stato delle cose è facile prevedere che avremo tanti danni gravi, ci saranno tanti morti che si potevano evitare».
Dunque quali le priorità assolute da mettere in campo?
«Puntare a riattivare una diagnostica in tempi ragionevoli, e poi è assulutamente essenziale che fra le categorie a rischio destinate alla vaccinazione vengano aggiunti i malati oncologici».
Cosa invece non contemplata dalle direttive nazionali e regionali?
«Le direttive nazionali in materia di vaccino genericamente indicano quale priorità i soggetti fragili, non includendo però fra loro i malati oncologici. Di fatto quasi tutte le Regioni, fra cui anche l'Umbria, pone in prima fila i sanitari, i militari, gli insegnanti, gli ultraottantenni, ma da nessuna parte si legge di dover vaccinare i malati di cancro. Vorremmo invece che questa cosa venisse affermata con forza con atti di disposizione dell'autorità regionali in cui si affermi che insieme ci siano anche i malati gravi».
Altrimenti, è bene ribadirlo, per loro il rischio è altissimo.
«I malati oncologici sono immunodepressi, questo significa che hanno una maggiore facilità a beccarsi malattie, e ovviamente corrono un più alto rischio a rimanere vittime del Coronavirus. E allora se per un malato oncologico il Covid può essere più devastante rispetto ad una persona sana, va da sé che per quanto riguarda la campagna di vaccinazione, sono proprio i pazienti oncologici a dover essere “privilegiati”».
Quali sono a riguardo le richieste dell'Aucc?
«Si chiede esplicitamente alla Regione Umbria che nell'indicare le priorità per le vaccinazioni, vengano inclusi i malati oncologici. Un appello rivolto anche al ministero della Sanità, che quando scrive che devono essere inseriti nelle priorità chi ha fragilità, deve preoccuparsi che fra le categorie fragili ci siano anche i malati oncologici e gravi, da considerare assolutamente categorie da proteggere».
Altra richiesta è quella di ridare corso subito alle attività diagnostiche ordinarie.
«Sì perché se ci occupiamo solo dei problemi legati al Covid senza preoccuparci delle ricadute che la pandemia può creare con gli effetti collaterali, vale a dire i ritardi per le diagnosi e i ritardi per le terapie, si commette un errore gravissimo a cui non c'è margine di soluzione».