Vigili costringono negozianti a chiudere

Si è trattato di un errore ma il danno è fatto
Perugia

Sembra il colmo: chi dovrebbe far rispettare le regole, parrebbe, non conoscerle. E' il caso, piuttosto insolito, che si è verificato ieri pomeriggio, domenica 10 gennaio, verso le 17, al centro storico di Perugia, dove due vigilesse, forse male informate sul "colore" della nostra regione, hanno ordinato la chiusura di alcuni negozi dell'acropoli, aperti come previsto dalla zona arancione, estesa su tutto il territorio nazionale per questo fine settimana.

Le vigilesse, credendo che l'Umbria fosse in zona rossa, hanno chiesto ai commercianti di abbassare le saracinesche, pena il versamento di un'ingente somma per aver violato le normative anti-Covid.

Una confusione che ha gettato nel panico i negozianti, per poi dopo scoprire che si era trattato di un errore, estremamente banale ma che ha fatto chiudere alcuni negozi, già drammaticamente in crisi, causa pandemia.

Tuttavia l'equivoco si è risolto nel giro di poco tempo, con nuove indicazioni da parte della pattuglia stessa che si è recata presso le attività, porgendo le proprie scuse.

L'assessore comunale alla Sicurezza, Luca Merli, si è scusato con i negozianti di via Baglioni e via Oberdan, impegnandosi a informare i commercianti che avevano ricevuto un'errata informazione.

Il Comando di polizia locale di Perugia ha espesso dispiacere per il disguido.