Covid, la città di Perugia registra mortalità in crescita: è l'unica in Italia

Ad oggi sono quasi 1000 le vittime della pandemia in Umbria
Perugia

I 10 decessi registrati ieri, lunedì 22 febbraio, in Umbria totalizzano il numero delle vittime del Covid nella nostra regione a sfiorare quasi 1000 decessi dall'inizio della pandemia.

Secondo i dati evidenziati dal monitoraggio del Ministero della Salute sull'Andamento della mortalità giornaliera (SiSMG) nelle città italiane in relazione all’epidemia di Covid-19 - 1 settembre 2020 - 9 febbraio 2021 (analisi che riguarda 33 comuni italiani), Perugia sarebbe addirittura l'unica città che nelle ultime settimane ha registrato un incremento della mortalità.

I DATI DEL CONTAGIO DI LUNEDÌ 22 FEBBRAIO

I nuovi casi positivi al Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore, aggiornati a lunedì 22 febbraio, sono 97, a fronte di 633 tamponi effettuati e 612 test antigenici.

Come già detto, sono 10 i nuovi decessi, per un totale di 993 vittime dall'inizio della pandemia.

Salgono i ricoveri, attualmente 556, tra cui 81 pazienti ricoverati in terapia intensiva (-2 rispetto al giorno precedente).

161 sono invece nuovi guariti, numero che porta gli attualmente positivi nella nostra regione a 8.474.

NESSUN NUOVO CLUSTER ATTIVO NELL'OSPEDALE DI PERUGIA

Una buona notizia per l'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, messo a dura prova dallo scoppio delle varianti del Covid tra le corsie che hanno provocato forti disagi per pazienti e operatori.

Il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera, Marcello Giannico, ha confermato ieri, lunedì 22 febbraio, che al momento non si registra nessun cluster attivo in ospedale, in seguito all'isolamento di tutti i positivi e i soggetti a rischio. Giannico ha inoltre aggiunto che da due settimane non si rilevano più contagi tra operatori sanitari, prova che il vaccino sta funzionando efficacemente.

PREVISTI NUOVI PICCHI IN TERAPIA INTENSIVA

Secondo l'ingegnere Fortunato Bianconi del Nucleo di valutazione epidemiologica della Regione Umbria, la nostra regione arriverà presumibilmente ad avere 107 pazienti ricoverati nelle terapie intensive intorno a metà marzo. Nel peggiore dei casi, l'ingegnere Bianconi parla di 139 pazienti ricoverati in intensiva a metà marzo e di 237 a maggio. La notizia è stata confermata oggi dal quotidiano Il Corriere dell'Umbria.

Secondo Fortunato Bianconi, lo scenario peggiore prevede 755 ricoveri ospedalieri a metà marzo e ben 1139 a maggio. Per quanto riguarda i decessi, si potrebbe arrivare a 1345 nel peggiore dei casi e nel "migliore" a 1305.

Nelle prossime settimane, comunque, anche in forza delle restrizioni e della zona rossa, sono attesi risultati e numeri migliori.