Covid, appello alla Regione da parte degli studenti di area medico-sanitaria

“Noi obbligatoriamente in un ospedale in zona rossa senza vaccini e a rischio contagio”
Perugia

Gli studenti del V e del Vi anno del dipartimento di Medicina e il Senatore accademico Unipg Andrea Gidiucci hanno lanciato un appello alle istituzioni per richiedere la vaccinazione anche per gli studenti tirocinanti, esposti in prima linea al contagio.

"Da ormai più di un mese, il nostro Paese è impegnato in una delle campagne vaccinali più importanti della Storia. La difficoltosa produzione di milioni di dosi di vaccino ha costretto i Governi nazionali a fare delle scelte e, in maniera univoca, si è deciso di includere nella fase 1 della vaccinazione il personale delle strutture sanitarie, perché il luogo di cura del malato deve essere un luogo sicuro per chi vi accede. Per questo, il primo obiettivo della campagna vaccinale è stato quello di rendere gli ospedali Covid-free, vaccinando tutte le figure professionali che vi lavorano. In Umbria ciò accade con una sola eccezione: infermieri, ostetriche, tecnici di radiologia, fisioterapisti e medici in formazione. Gli studenti tirocinanti, coloro che frequentano le strutture sanitarie per completare la propria formazione e, un domani, prendere in cura i pazienti, sono stati esclusi dalla campagna vaccinale della nostra regione. Parliamo di una quota di popolazione che frequenta gli spazi ospedalieri quotidianamente, al fianco degli operatori sanitari, esponendo sé stessi e i pazienti a un costante rischio di contagio.

E sono gli studenti stessi che, con senso di responsabilità, fanno un appello alla Regione Umbria per risolvere questa grave e rischiosa mancanza. La preoccupazione degli studenti è rappresentata nelle parole di Stephano Cedirian, studente di Medicina all'ultimo anno: "È fondamentale estendere la campagna vaccinale agli studenti per i seguenti motivi cruciali: nonostante ad oggi i vaccini non abbiano ancora dimostrato una comprovata efficacia nel ridurre la trasmissione del virus, dati incoraggianti stanno emergendo di recente su questo fronte; ora, essendo noi studenti tenuti a sostenere un tirocinio obbligatorio in reparto, tra l'altro in zona rossa, non solo vaccinarsi tutelerebbe la nostra salute ma, speranzosamente, potrebbe ridurre il rischio di trasmissione del virus ai nostri pazienti e ai nostri cari. Inoltre, in quanto futuri medici, è nostra prerogativa voler esser parte attiva nella costituzione dell'immunità di gruppo, unica soluzione per eradicare il SARS-CoV-2 dalla società. Per questo chiediamo di essere vaccinati insieme agli altri operatori sanitari con cui lavoriamo quotidianamente”.

Queste considerazioni sono già state fatte da molti altri atenei e regioni italiane, tra cui Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Sicilia, Calabria, in cui la vaccinazione degli studenti di area medico-sanitaria è già realtà: stando al report vaccini Covid del Governo, ad oggi in Umbria la quantità di popolazione vaccinata resta ancora bassa, una condizione che ci lascia un passo indietro rispetto all'andamento del panorama nazionale.
Andrea Gidiucci, rappresentante degli studenti in Senato Accademico dell’UniPG e membro della Sinistra Universitaria – UdU Perugia, riporta il percorso che si è fatto nel tentativo di evidenziare questa carenza: “In qualità di rappresentanti degli studenti abbiamo posto l'attenzione sul tema sin da subito. Già a fine dicembre 2020 abbiamo esposto la problematica alla Governance dell’Ateneo, ottenendo un immediato sostegno; in seguito abbiamo provveduto a inoltrare una serie di richieste ufficiali alle Aziende Ospedaliere di Perugia e Terni e alla Regione Umbria, anche con il tramite dell’Ateneo, per sensibilizzare le istituzioni competenti al tema e richiedere l’integrazione degli studenti tirocinanti e dei dottorandi di area medico-sanitaria nel piano regionale delle vaccinazioni anti Covid-19. A seguito di queste azioni di sollecito iniziate ormai da più di un mese, continuiamo ad assistere a uno spiacevole silenzio da parte della Regione, che non ci ha mai risposto, nemmeno per spiegare la propria posizione sul tema. Vogliamo dunque lanciare un ulteriore appello alla Presidente Tesei, all’assessore Coletto e al Direttore Dario: la pandemia ci ha mostrato quanto è importante investire sulla formazione dei futuri medici e professionisti sanitari, in Umbria ciò sta avvenendo in una condizione di forte rischio per l'intera comunità, interveniamo insieme per porre fine a questa situazione”.