Corte dei conti bacchetta la Regione: "Troppi minidirigenti e incarichi al vertice"

La giunta - è stata la replica della governatrice Donatella Tesei - dal suo insediamento ha ridotto le spese della macchina e della dirigenza
Perugia

Troppi minidirigenti e incarichi al vertice. La Corte dei conti parifica il bilancio 2020 della Regione ma non si esime dal bacchettare sui fianchi scoperti. La sferzata arriva sulle 246 posizioni organizzative cresciute di tre in un anno. Le sezione controllo ha evidenziato "la non adeguata proporzione tra le posizioni organizzative presenti in Regione ed il numero del personale in servizio", in totale 1.091 unità evidenziando che queste "rappresentano circa il 30,4% della dotazione organica del computo (27% nel 2019) ed il 51% delle unità di personale di categoria D a tempo indeterminato (44% nel 2019)".
Lo riferisce nei dettagli il servizio su , che spiega inoltre come siano "inalterate e irrisolte le criticità relative al trattamento economico dei componenti l'ufficio di gabinetto del presidente della giunta regionale". Si tratta di 1.257.790 euro per quattro contratti, nel quinquennio. Nel solo anno 2020 il personale "non a tempo indeterminato assegnato agli uffici di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico", ossia 18 contratti e cinque consulenze. Per la Corte dei conti "il costo sostenuto per l'affidamento dei suddetti incarichi incide in misura notevole sul bilancio dell'ente, ancor di più in un momento caratterizzato da politiche di generale contenimento dei costi che portano, di sovente, alla riduzione di altre e diverse voci di spesa, fra le quali quelle relative all'offerta di prestazioni sanitarie, servizi socio educativi".
La giunta - è stata la replica della governatrice Donatella Tesei - dal suo insediamento ha ridotto le spese della macchina e della dirigenza. Per l'ufficio di gabinetto ci sono stati tagli da oltre 170 mila euro l'anno rispetto al 2018 e le posizioni organizzative reali sono 210, con una minor spesa di 398 mila euro. Nella requisitoria di Rosa Francavigila viene riconosciuto che la spesa complessiva per il personale è scesa da 51,6 a 50,9 milioni in un anno, confermando "il trend virtuoso". Relativamente ai rapporti con le partecipate, si evince "una rilevante erogazione di somme da parte della Regione". Serve un monitoraggio "in grado di valutare la gestione societaria, acquisendo informazioni utili e tempestive".

Qui però la giunta Tesei ha messo in campo un piano di accorpamenti e razionalizzazioni che dovrebbe dare i suoi frutti a breve. Corteconti rileva tuttavia il progetto avviato nel 2017non è stato portato a termine. Pesa ancora il nodo Monteluce, sul fondo da 12 milioni messo a coprire "le passività potenziali che potrebbero sorgere dall'indennizzo dovuto alla società Gepafin in riferimento alla partecipazione al fondo immobiliare chiuso (nato nel 2006) a seguito della liquidazione del fondo o nel caso di vendita coattiva".

Ora c'è un nuovo soggetto gestore ma il piano di salvataggio deve essere ancora approvato. Ma c'è "un'evidente difficoltà, da parte dei quotisti, tra cui la Regione, a rientrare dall'investimento".
Da qui il faro acceso per eventuali danni erariali. Tema sanità: l'attenzione si è spostata sulla gestione dell'emergenza Covid. Il dato: ci sono accantonamenti per interventi da completare per complessivi 24,5 milioni di euro, corrispondenti al 44,46% dei fondi ripartiti nel 2020. Corte conti rileva che non ci sono dati chiari sul fabbisogno di personale e sui numeri delle terapie intensive. Extra Covid, restano le difficoltà sullo sforamento degli acquisti diretti dei farmaci, dei dipendenti a tempo determinato e sui controlli di dirigenti e prestazioni. Alle requisitorie dei magistrati ha ribattuto Tesei, spiegando che su molte delle citicità evidenziate, in gran parte ereditate, la giunta si è mossa e si sta muovendo per risolverle.