Caso Sdogati-Bertoldi, l’inchiesta si allarga

È giallo sul nominativo sostituito nell'elenco del tribunale
Perugia

Un altro incarico (come Delegato alle vendite) per Mauro Bertoldi arrivato proprio a ridosso dell'arresto per corruzione in atti giudiziari e l'anomala cancellatura dall'elenco acquisito in tribunale a Spoleto di un professionista al cui posto è stato inserito il nominativo del legale inquisito.
È quanto scrive oggi , nel servizio a firma di Erika Pontini, riferendo che si tratta dell'ultimo fronte aperto dalla procura di Firenze che indaga sui presunti favori del giudice Tommaso Sdogati all'avvocato di Todi Bertoldi, a causa delle «pressioni» della fidanzata, l'avvocatessa Nicoletta Pompei, anche lei finita ai domiciliare per corruzione e traffico di influenze. Per questo il gip Angelo Pezzuto che ha firmato l'interdittiva di due mesi nei confronti di Sdogati, su richiesta del pm Luca Tescaroli, scrive che «il pericolo di reiterazione dei reati deve ritenersi concreto ed attuale». Sia per il nuovo incarico che avrebbe ottenuto Bertoldi, sia perché «la controversia relativa al decesso del fratello dell'avvocato è prossima alla sua instaurazione e quindi Sdogati potrebbe dare esecuzione alla sua promessa di fare tutto per rendersi assegnatario della controversia con possibilità di commettere nuovi e gravi delitti nella gestione della stessa». Anche se lui ha negato la circostanza. Nelle trenta pagine di provvedimento il gip fiorentino sottolinea come il giovane magistrato, originario di Terni e in servizio al tribunale di Spoleto, pur a fronte di una «non rilevante portata degli atti corruttivi commessi» ha "asservito" le sue funzioni ai desideri e alle prospettive di guadagno della compagna, sapendo perfettamente che avrebbe dovuto dividere i compensi con il collega di studio e dalla quale, anche nell'interrogatorio, non ha «preso le distanze». «Dopo la vedrà la fidanzata mia, è di una bontà, di un'ingenuità e di una semplicità, cioè c'ha la sindrome della crocerossina», sono state le parole del giudice. Durante il confronto del 20 dicembre scorso Sdogati assistito dagli avvocati Guido Rondoni e Roberto Erasti ha anche ammesso i contatti con il collega Simone Salcerini per far nominare Bertoldi anche se ha escluso vere e proprie pressioni. «La prima volta, torniamo da pranzo gli dissi "Simò te posso parlà un attimo?" Dico "Guarda, te volevo solo dire che si è iscritto alle liste l'avvocato Bertoldi che lavora con la mia fidanzata". Io presupponevo fosse bravo, poi è emersa tutta sta magagna, quindi no!». II giudice dopo un pò torna alla carica con il collega. Lo racconta sempre lui al gip: Gli dissi "O Simò, senti l'hai fatta quella - io non me ricordo se dico cosa o casina - quella cosa" perché lui mi aveva detto che c'avrebbe avuto da dare delle deleghe che però non mi ha detto né quando, né dove». La nomina effettivamente arriva. Lo racconta la stessa Pompei alla madre: «Quella co'sa che chiedevamo di Tommaso se riusciva a intercedere al tribunale di Spoleto è andata perché il giudice, quello lì, gliel'ha data una delega». E alla meraviglia della mamma che non fosse stata nominata lei, aggiungeva: «Mauro certo, non io perché sto con Tommaso, cioè non si può fare, però ovviamente le facciamo insieme ste cose...». Salcerini, giudice delegato ai fallimenti del tribunale di Spoleto un passato professionale tra Torino e Arezzo deve ancora essere sentito in procura. Il pm aveva invece interrogato lo scorso 23 dicembre la cancelliera che avrebbe confermato l'interessamento di Sdogati per Bertoldi. Alla cancelliere viene chiesto di spiegare anche il giallo della cancellatura del nominativo. Ma la donna dice al pm di non sapere spiegare come mai nel registro, inuna riga, il nominativo (omissis) era stato sostituito con quello di "Bertoldi Mauro".