Test senza gara, Anac assolve la Regione Umbria

L’Authority aveva avviato un’istruttoria segreta sull’acquisto dei pungidito della Vim: "Determina sbagliata, dovevano utilizzare l’urgenza"
Perugia

L'Autorità nazionale anticorruzione ha archiviato l'indagine sui test rapidi acquistati dalla Regione Umbria. Non c'è stata violazione della concorrenza. 
Come riporta oggi , l'Anac ritiene che "il quadro ricostruttivo fornito dall'ente nella ricostruzione sia adeguato a giustificare la legittimità della procedura adottata" nell'affidamento di 15mila test sierologici rapidi per 240 mila euro alla ditta Vim di Ottaviani, giudicando inadeguate le offerte di altre quattro ditte. Anac aveva dato l'ok preliminare alla congruità del prezzo, ma l'ufficio di vigilanza aveva eccepito una possibile violazione della concorrenza per mancanza di motivazioni nella prima determina a contrarre del 25 marzo scorso.
Decisive per la Regione sono state le controdeduzioni. Nel primo atto, infatti, Anac ha rilevato la mancanza di riferimenti agli altri operatori commerciali consultati e alla valutazione che ha poi portato alla scelta della Vim. C'era sì in più punti la spiegazione della "situazione d'emergenza" , ma serviva l'istruttoria sulla comparazione delle offerte. Istruttoria che è arrivata in un secondo momento - rileva l’Autorità - ma comunque è risultata convincente: i test rapidi Vim, rispetto alle altre proposte, in quel momento erano gli unici marchiati CE con garanzia del Ministero della Salute, la consegna era garantita in tempi rapidi e soprattutto il prezzo era quello del mercato di allora. Così Anac. Era stato Report su Raitre a mettere in discussione la congruità del prezzo, sollevando dubbi sui collegamenti politici tra Vim e giunta Tesei. Ora Anac ribadisce che i costi sostenuti e la procedura di affidamento sono legittimi, archiviando l'indagine con delibera del 9 settembre. Sul caso aveva sollevato polemiche l'opposizione, attaccando Palazzo Donini. Accertamenti erano stati disposti anche dalla Corte dei conti. Le controdeduzioni fornite ad Anac sono state inviate alla Guardia di finanza. La Regione aveva sospeso il pagamento a Vim vincolandolo ai pareri dell'anticorruzione. In attesa che si chiuda l'iter ispettivo, Anac ha dato il disco verde.