Sanità: emergenza sì, ma senza penalizzare i malati noncovid

Sale la rabbia tra gli operatori sanitari per una gestione approssimativa
Perugia

Monta una certa rabbia tra gli operatori sanitari dell'Uumbria, in particolare a Perugia, perchè non devono esserci malati di serie A mentre tutti gli altri vengono trascurati. Non deve accadere come nell'inverno scorso, quando in pratica sono stati abbandonati a se stessi centinaia di malati di cancro o di cuore per farposto a quelli di covid.

Inoltre l'organizzazione fa acqua da tutte le parti perchè non sono stati implementati i posti in terapia intensiva; non solo, non vi è un percorso dedicato ai pazienti covid che impedisca loro di venire a contatti con gli altri pazienti. Se si fa una tac o una risonanza magnetica, è necessario che il percorso non sia uguale per tutti e quindi va dedicato uno spazio ad hoc.

Già gli interventi chirurgici programmati sono slittati di 40 giorni, ma si prevede che la situazione peggiorerà ulteriormente con il passare delle settimane.

Fino a questa estate erano stati siglati degli accordi con le strutture private, ed i chirurghi potevano esercitare lì, ma poi non sono stati rinnovati ed ora ci si trova con le mani legate, in quanto anche le sale operatorie del nosocomio perugino davrebbero essere trasformate in spazi covid.

La sanità umbra non può essere bloccata per l'aumento dei casi positivi e dei ricoveri, vanno quindi individuati dei percorsi, che non lascino indietro nessuno, se non si vuole penalizzare tutti gli altri malati, come già avvenuto nel recente passato.