Nella provincia di Perugia consistente aumento di decessi a causa del Covid

Nota di Mario Bravi, segretario generale dello Spi Cgil di Perugia
Perugia

Di Mario Bravi (*) - Nonostante il fatto che l’Umbria e la provincia di Perugia abbiano una delle aspettative di vita più lunghe a livello nazionale, il Covid e i suoi effetti collaterali hanno lasciato tracce profonde.
Basti pensare che i dati dell’ISTAT, prodotti insieme all’Istituto Superiore di Sanità (ISS), indicano un consistente aumento dei decessi nella prima parte del 2021.

Questo è il quadro relativo alla Provincia di Perugia nei primi cinque mesi dell’anno:

Da questi dati emerge con nettezza l’incidenza del Covid e dei suoi effetti collaterali nella nostra Provincia.
Per esempio nel confronto febbraio 2020 e febbraio 2021 l’aumento dei decessi è quasi pari al 30%, con un trend per quel periodo superiore all’aumento dei decessi a livello nazionale, che dice sempre l’ISTAT, ha visto nel 2020 un aumento dei morti pari al 9%.

Dai mesi successivi, a marzo 2021, si sta riscontrando per fortuna una riduzione della mortalità dovuto agli effetti dei vaccini.

È evidente inoltre che l’aumento della mortalità che si è verificato finora non è dovuto solo al Covid ma ad una serie di patologie che non sono state affrontate adeguatamente, perché anche nell’era del Covid la prima causa di morte continua ad essere rappresentata dai tumori.

Riteniamo inoltre che per contrastare l’abbassamento della aspettativa di vita, bisogna potenziare la sanità pubblica, mettendo in atto politiche sanitarie alternative ai tentativi di privatizzazione che sta sviluppando la Giunta Tesei-Coletto, potenziando la presenza dei servizi, rafforzandone la territorialità. Come ha giustamente sottolineato il Presidente della Repubblica, l’unico antidoto vero per sconfiggere definitivamente il virus è rappresentato dalla estensione e completamento della campagna di vaccinazione oltre alle necessarie misure di prevenzione che dobbiamo continuare a rispettare!

Nell’immediato invitiamo a completare la campagna di vaccinazione e a riaprire un confronto vero sul futuro della sanità nella nostra Regione, cercando di superare le gravi disfunzioni, che tutti i giorni colpiscono i cittadini e i pensionati umbri.

(*) Segretario generale SPI CGIL provinciale