Laute mance per un caffè al bar dopo lockdown

A Perugia un cliente ne prende uno e ne paga 50, a Gualdo coppia di olandesi lascia una mancia di 100 euro
Perugia

Non tutti gli effetti collaterali del Coronavirus sono negativi. 
Anche in Umbria ci sono da registrare episodi di generosità e di solidarietà che tutto sommato rincuorano un po' a fronte di tanto dolore e miseria che tale pandemia ha causato.
A Perugia, come riporta oggi , un cliente è entrato in un bar, ha ordinato un caffè, e ha dato alla cassa 50 euro. “E’ il minimo che posso fare per voi che siete stati chiusi per due mesi, io almeno ho sempre lavorato”. Il gesto è stato fatto da un cliente del bar “Deliziosi Pasticci” di corso Cavour. Lo ha raccontato il titolare sul profilo Facebook del locale e, poi, in privato, Mirko Urbani specifica che si trattava di un cliente storico del locale. “E’ venuto con la sua famiglia, è stato un gesto adorabile”.Chi ci conosce sa benissimo che è difficile che noi rimaniamo senza parole, bene, questa mattina non siamo riusciti a dire nulla, solo grazie”. Certamente un gesto simbolico, ma molto potente in un periodo come questo in cui chi riapre lo fa tra mille difficoltà. “Si riapre - ha scritto MIrko nel post - cercando di lasciare alle spalle tutto, provando a dimenticare, per tornare quello che eravamo prima. Non vogliamo pensare al tempo passato, vogliamo soltanto guardare al futuro, e piano piano rivediamo tutti i visi conosciuti, nascosti dietro mascherine, ormai diventate di ogni colore, con la nostra bandiera Italiana, e c’è voglia, si c’è voglia di stare insieme”.

Stesa cosa è accaduta a Morano Osteria: 400 abitanti circa, lungo la strada provinciale che collega Gualdo ad Assisi. Qui due olandesi, Anna e Peter, da tempo residenti in zona, hanno sorbettato il delizioso caffè presso il Circolo Unpli e dunque hanno pensato bene di lasciare sul piatto una mancia di 100 euro per suggellare la ripresa.
«Ci hanno fatto un grande regalo, dicendoci che il paese deve ripartire - racconta Angelo Gaudenzi, presidente della Proloco a La Nazione - e hanno voluto incentivarci, sostenendoci nelle spese che abbiamo dovuto affrontare, pur in una fase di chiusura. Un regalo che stupisce per la cifra, in una fase di crisi anche economica in cui molti in paese si trovano in cassa integrazione o con il bonus dei 600 euro. Un gesto per farci capire e farci sperare in una vera rinascita della nostra comunità e che, al di là del denaro, ci dà una spinta in più a tenere unito il nostro Paese. Siamo una piccola frazione ma con una grande voglia di restare uniti e di andare avanti, anche e soprattutto nelle difficoltà».