Fora: “ASL non rispettano protocollo sottoscritto dalla Regione su welfare”

Il consigliere regionale di 'Patto civico per l’Umbria' dopo la denuncia delle organizzazioni sindacali
Perugia

“Le ASL stanno disattendendo l’applicazione del protocollo sottoscritto dalla Regione sul welfare ex art. 48 del decreto ‘Cura Italia’”, così il consigliere regionale Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria) che, “a seguito della denuncia pubblica dei giorni scorsi, da parte delle principali organizzazioni sindacali e delle centrali cooperative Fp Cgil Umbria, Fisascat Cisl Umbria , Fpl Uil Umbria, Legacoopsociali Umbria, Federsolidarietà Umbria, Agci Solidarietà”, annuncia, in proposito, una interrogazione alla Giunta regionale.

Per Fora si tratta di “una situazione inaccettabile che sta creando un oggettivo danno agli educatori e operatori sociali che si prendono cura di anziani, minori e disabili e si trovano ora senza lavoro e senza salario, oltre che a danneggiare direttamente tante famiglie e cittadini della nostra regione che hanno diritto, anche in questa fase emergenziale, di poter fruire dei servizi di welfare essenziali che non possono essere sospesi, ma che devono essere ripensati e riorganizzati”.

Fora ricorda che la Giunta si era “mossa con sollecitudine autorizzando la stipula del protocollo d’intesa fra Regione Umbria, Anci Umbria, Legacoopsociali Umbria, Federsolidarietà Confcooperative Umbria, AGCI Solidarietà Umbria e le organizzazioni sindacali confederali” e che “con il protocollo si rendeva operativa la norma che autorizza le amministrazioni pubbliche, nei limiti di quanto già stanziato a bilancio, a pagare i corrispettivi dovuti alle cooperative sociali che svolgono servizi educativi e scolastici, socio sanitari e socio assistenziali anche sospesi”.

Fora rimarca i “due vantaggi del protocollo ex art. 48: riduzione richiesta del FIS e della cassa integrazione e possibilità per le Amministrazioni pubbliche, d'intesa con la Regione e ovviamente con le cooperative medesime, di attivare anche dei servizi specifici che possano essere di utilità per ottimizzare la fase dell'emergenza. Ad esempio: Implementare l'assistenza psicologica, il sostegno alle famiglie più deboli, il monitoraggio indiretto anche a distanza della presenza in casa dei positivi al Covid19, fornire assistenza ai senza fissi dimora”.

“Il protocollo con la Regione – ricorda Fora - sottoscritto il 21 aprile, prevedeva che entro il 30 aprile le ASL si impegnassero ad accettare le proposte di riorganizzazione / rimodulazione dei servizi sospesi o limitati proposte dalle singole cooperative sociali. Ad oggi le ASL stanno disattendendo il protocollo in maniera inspiegabile anche in considerazione del fatto che per le ASL non si tratta di far fronte ad ulteriori costi”.

Fora spiega dunque che attraverso il suo atto ispettivo chiede di sapere “quali urgenti provvedimenti intende adottare la Regione per far si che le ASL diano seguito al protocollo sottoscritto e quali azioni immediate intende adottare la Giunta per garantire, ugualmente a quanto già formalizzato dal Protocollo d’Intesa art. 48 per i servizi gestiti dalle cooperative sociali, analoghe misure a soggetti non rientranti nel Protocollo in questione (APS e altre tipologie di onlus), ma che svolgono gli stessi servizi di welfare oggetto del Protocollo l’Intesa e molto importanti per i cittadini più deboli da loro assistiti”.

Per Fora, in conclusione, “In questa fase di emergenza e ancor più nei prossimi, difficili, mesi in cui l’emergenza da sanitaria sarà sempre più economica e sociale, non c’è meno bisogno di un sistema di welfare, ma anzi andrà ulteriormente implementato rispetto alla normalità precedente perché le fragilità e le difficoltà tenderanno purtroppo ad aumentare invece che a diminuire”.