Coronavirus, sospeso avvio dei test rapidi alla Chiriofisiogen Center

Lo stop è stato deciso dopo una giornata caratterizzata da due ispezioni e il confronto con la Regione.
Perugia

Il laboratorio medico Chiriofisiogen Center, sito a Ponte San Giovanni, ha sospeso l’avvio dei test rapidi immunologici per Covid 19. La notizia è arrivata nella tarda serata del 2 aprile, dopo dopo la telefonata che la direzione sanitaria regionale ha fatto ai vertici della struttura. “Abbiamo deciso di confrontarci con la direzione generale della sanità dell’Umbria e dopo il confronto si è deciso di costituire un tavolo tecnico martedì o mercoledì della prossima settimana al fine di condividere con la direzione regionale le procedure per l’attivazione del servizio”. 
Lo scrive su Facebook il titolare della struttura Alberto Brugnoni. Naturalmente essendo noi da sempre rispettosi delle istituzioni sanitarie umbre abbiamo aderito al tavolo tecnico sospendendo l’inizio dell’attività previsto per domani (oggi ndr) ai giorni successivi alle decisioni che verranno prese sui percorsi attuativi di questo servizio”.



       Lo stop è stato deciso dall’azienda anche dopo a due ispezioni nella mattinata di giovedì. I carabinieri del Nas del tenente colonnello, Giuseppe Schienalunga, hanno effettuato una lunga ispezione. Poi è stata la volta della Asl.

“Tutte positive, nessuna criticità rilevata – ha detto Brugnoni -, ma poi tanti insulti sui social perché considerati approfittatori del momento, peraltro, per una attività che a considerare le richieste e le prenotazioni ricevute ha ottenuto un successo a pieni voti”.

I controlli sono scattati dopo che Chiriofisiogen ha annunciato l’avvio dei test rapidi immunologici a pagamento a 70 euro l’uno. Secondo quanto sostiene il titolare della struttura, i test “hanno una affidabilità del 98%. Lo certifica chi li produce”. La comunità scientifica nazionale e internazionale, l’Istituto superiore di sanità e il ministero della Salute, non la pensano allo stesso modo.

L’annuncio che sarebbero partiti i test rapidi da parte di un privato, rivolti a chiunque ne facesse richiesta, non ha lasciato indifferenti le istituzioni e le autorità umbre. Ma dalla Regione hanno pressato per bloccare tutto per verificare la situazione da un punto di vista tecnico e procedurale, oltre che sanitario.