Coronavirus, parla la figlia di una ricoverata: «Ho comunicato con lei solo con una lettera»

La donna racconta la sua odissea e ringrazia i medici dell'ospedale di Perugia
Perugia

Il Corriere dell'Umbria riporta oggi la testimonianza di una donna, figlia di una ricoverata all'ospedale di Perugia, in terapia intensiva e in isolamento totale perché affetta da Covid-19. "Neanche i parenti hanno voluto portarle il cellulare in ospedale. Dico grazie ai sanitari che hanno letto la lettera a mia madre". 
"Nessuno, nemmeno i nostri parenti, è voluto recarsi in ospedale per lasciare una busta con dentro il cellulare all'accettazione dell'ospedale. Ho chiamato il numero del Comune messo a disposizione spesa e farmaci per portare il cellulare: non fanno questo servizio. Io non potevo, sono in isolamento. C'è andato un mio amico medico, così quando sarà possibile potrò sentirla. Voglio sottolineare la grande disponibilità degli operatori socio sanitari e del personale dell'ospedale di Perugia, che hanno letto a mia madre una lettera scritta da me nella notte. Potrebbe essere l'ultima volta che comunica con me", dice la figlia della 81 enne ricoverata dopo 10 giorni di febbre a Perugia: aveva il Covid ma all'inizio è stata curata come semplice influenza. Ora è in isolamento e neanche i familiari possono farle visita. La figlia ribadisce il suo appello: "Vanno fatti i tamponi a tutti, soprattutto agli anziani”.