Coronavirus, l’epidemiologo Fabrizio Stracci: «L’Umbria può ripartire prima»

Il docente pensa che il cuore verde possa fare da apripista nella fase 2
Perugia

“Compatibilmente con le direttive nazionali l’Umbria è titolata a ridurre le misure prima di altri purché siano disponibili test, mascherine e si ponga attenzione estrema alla sicurezza in ambito lavorativo”.
Anche il professor Fabrizio Stracci, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’ateneo perugino e attualmente nominato nel Nucleo per la valutazione dei dati epidemiologico e comitato di supporto tecnico scientifico della Regione Umbria, pensa che il cuore verde possa fare da apripista nella fase 2. “I dati umbri - spiega nelle colonne del Corriere dell'Umbria - sono buoni sia in termini di evoluzione (i nuovi positivi sono pochi) sia di letalità del virus. Questo andamento non era scontato dato il numero di anziani nella popolazione”.
Certo, per ripartire, l’epidemiologo fissa prerogative imprescindibili: “Il graduale allentamento delle misure di isolamento e dell’interruzione delle attività lavorative, implica che si pianifichino attentamente gli interventi per ridurre il rischio di ripresa del contagio”. Per cui, ci devono essere “una riorganizzazione e un controllo sanitario delle attività professionali che preveda una protezione della popolazione con i dispositivi di protezione individuale, il manentimento delle distanze e interventi di sicurezza come l’individuazione tempestiva e l’isolamento di nuovi casi e dei loro contatti”.
A questo fine, il professore spinge verso un “uso in comunità” dei test. “Dovrebbero essere usati per un uso di questo tipo - spiega - in ambito professionale e per l'indagine di cluster”.
La Regione lo ha spiegato la scorsa settimana annunciando le linee guida che indirizzeranno, a prescindere dal quando, la fase due made in Umbria: distanza, mascherine, guanti, test ai lavoratori per chiunque vorrà riaprire attività produttive sono imprescindibili. E di questo sono consapevoli le tante imprese umbre che vogliono riaprire.
La presidente, Donatella Tesei, si è fatta interprete delle necessità di una regione che va verso i contagi zero anche sabato pomeriggio nella riunione con gli altri governatori che ha preceduto l’incontro sulla cabina di regia per la fase 2 tra Governo e Regioni.Nel confronto è emerso che il centro-nord (Umbria in testa) è pronto per ripartire e far riaprire alcune attività anche prima del 4 maggio, mentre il sud ha espresso forti remore. Ma sul pressing umbro e delle regioni settentrionali è calata la frenata dell’esecutivo: Conte ha ribadito che non ci sarà nessun allentamento prima di quella data. Per cui, in attesa del via libera, la Regione sta lavorando con Università, parti sociali e associazioni datoriali per essere pronti a ripartire appena possibile. Ognuno con il suo compito: l’Università con la produzione di reagente per non bloccare i tamponi e con la certificazione per produrre mascherine, parti sociali e associazioni per impostare il rientro al lavoro in tutta sicurezza .