Coronavirus: due positivi in Umbria, ma l’immunologa invita a non averne troppa paura

Nella rivista Umbria Settegiorni in edicola il servizio completo dedicato al Coronavirus
Perugia

La Direzione regionale alla Sanità comunica che in Umbria sono stati riscontrati 2 casi d'importazione di infezione da coronavirus, non riconducibili dunque a focolai locali. 
Sono un agente di commercio quarantenne di Foligno e un dipendente statale trentenne di Montecastrilli.
Il commerciante nei giorni scorsi si è recato a Carpi, nel Modenese per lavoro, l’altro sarebbe entrato in contatto con un residente di Castiglione d’Adda durante un soggiorno a Roma ma sembra abbia anche svolto un corso di aggiornamento professionale al Nord.
  Entrambi erano già in isolamento fiduciario nelle rispettive abitazioni da alcuni giorni ma da ieri c’è un’ordinanza del sindaco, delle rispettive cittadine, che gli intima di restare in casa insieme ai familiari.
È stato lo stesso folignate al rientro da Carpi a contattare il suo medico personale lamentando un malore. Il medico ha attivato il protocollo segnalando il tutto al Dipartimento di prevenzione territoriale che, in questo caso, fa capo alla Usl Umbria 2.
E’ subito scattato l’isolamento fiduciario domiciliare con l’effettuazione del tampone con prelievo domiciliare. L’uomo manifesta sintomi lievi e sta attendendo l’esito del secondo tampone che dovrebbe arrivare oggi. La condizione di salute del paziente è sotto controllo e non desta particolare preoccupazione. In caso di complicazioni il folignate accederebbe all’ospedale Santa Maria a Terni. Si sta ricostruendo la rete delle persone con cui l’uomo è venuto a contatto.
Il dipendente statale di Montecastrilli ha dato l’allarme al ritorno da un corso di formazione a Roma, dopo aver pranzato con un collega proveniente da Castiglione d’Adda (Lodi). L’uomo, 31 anni, ha avvertito dei leggeri sintomi influenzali e ha deciso di porsi in isolamento domiciliare volontario e ha seguito tutte le indicazioni stabilite dal Ministero della Salute. Anche in questo caso ha immediatamente contattato il medico di famiglia e il responsabile di dipartimento di prevenzione territoriale. E’ stata così attivata la procedura con il primo tampone a domicilio inviato al laboratorio di microbiologia di Perugia. Oggi sarà ripetuto il test. L’uomo sta bene, solo in caso di nuova positività scatteranno eventuali provvedimenti sanitari ulteriori. 
La Direzione regionale alla Sanità ha ricordato che i casi di Foligno e Montecastrilli sono casi d’importazione di infezione da coronavirus, non riconducibili dunque a focolai locali e, pertanto, la Regione non ha stabilito la chiusura delle scuole.


Ma che la situazione in Umbria non sia allarmante è stato affermato dalla dottoressa immunologa Luigina Romani, che in un'intervista al periodico Umbria Settegiorni ha spiegato qual è la situazione reale e invita tutti a non farsi prendere dal panico.
Per questo invitiamo a leggere il servizio pubblicato nella rivista da oggi in tutte le edicole dell'Umbria.


Luigina Romani, docente immunologa all’Università degli Studi di Perugia, nell'intervista rilasciata a Francesco Castellini (qui ne viene riportata una parte) che invita a smorzare i toni, a ridimensionare il fenomeno, a non farsi prendere dalla paura.

Per la dottoressa Romani «siamo di fronte a un’infezione che non colpisce i bambini e che nell’80% dei casi causa sintomi lievi e per la quale all’incirca il 95% delle persone guarisce senza gravi complicazioni».
L’immunologa fa una precisazione puntuale e spiega come i casi di decesso in Italia non siano collegati in modo diretto al Coronavirus ma dovuti ad altre patologie di cui i pazienti già soffrivano a cui il virus in questione si è aggiunto».

La dottoressa Romani (nella foto) dal canto suo ribadisce il concetto base: «Siamo in presenza di un allarme ingiustificato. Prendiamo ad esempio l’influenza stagionale. La settimana scorsa gli italiani a letto per il male di stagione erano 656 mila, il che porta a 5 milioni 632 mila i casi di influenza quest’anno. Siamo quasi a un italiano su dieci ammalato. Il dato dell’Istituto Superiore di Sanità certifica che ogni giorno in Italia muoiono 217 persone affette da influenza stagionale. In una settimana sono più di 1.500 morti, ma nessuno che fa titoli su questo».
(Il servizio completo su Umbria Settegiorni in edicola)