Coronavirus, caccia ai furbetti del bonus spesa

Il Comune ha scovato 1.300 domande inviate due volte. Scattate le segnalazioni alla Guardia di Finanza
Perugia

Furbetti del bonus spesa, come riporta oggi il , il Comune di Perugia scova 1.300 doppie domande su circa 6.000 presentate.
In tre casi riscontrati di difformità tra i numeri dichiarati e quelli reali, da redditi e patrimoni, è stata inviata la segnalazione alla guardia di finanza.
“Non tutte le 1.300 richieste arrivate due volte possono essere definite di furbetti - spiega l’assessore al sociale, Edi Cicchi - e in molti casi può essere stato un eccesso di zelo, con la mail inviata due volte, via pec e ordinaria per essere sicuri dell’arrivo a destinazione”. In altri casi no. “Sono emersi casi - continua l’assessore - di non rispondenza su altri fronti. Per questo, per evitare problemi, abbiamo messo tutti i dati su una piattaforma unica incrociandoli con la banca dati dell’agenzia delle entrate. Siamo stati rigorosi, ma allo stesso tempo elastici con tutte le domande parzialmente o mal compilate. Li abbiamo richiamati per correggere e dare il via alla pratica. Lo stesso per le richieste arrivate fuori tempo massimo. Non sono stati esclusi”.
Fino a questo momento 1.648 sono i buoni consegnati o in fase di consegna a circa 1.800 famiglie. Quelle più bisognose. Il Comune, in base alla quota parte assegnata dal Governo, ha predisposto otto mila buoni da 10 euro l'uno. Ne sono assegnati - con consegna a domicilio - 15 al nucleo formato da una persona, 20 a quello di due persone, e così via fino a 60 per le famiglie con più di cinque persone. Per la fascia definita di “seconda priorità” la consegna è prevista a partire da oggi. Altri 2.600 buoni sono in via di stampa. Si procede per ordine di necessità, prima le famiglie che hanno condizioni più difficili, anche se i fondi assegnati - 800 mila euro - non bastano. Si attende una quota aggiuntiva dei fondi ministeriali, ma Palazzo dei Priori ha avviato anche una raccolta di denaro con un conto corrente dedicato. Dopo la scrematura sulle domande doppie e quelle non ammissibili, sono state protocollate 4.380 domande. Stando ai dati del 24 aprile, forniti dal Comune, sono state esaminate 2.272 domande di cui 1.648 sono state ammesse, 352 sono state ammesse con seconda priorità, e 272 sono oggetto di ulteriori verifiche.
L’amministrazione perugina ha messo in servizio 30 dipendenti per gestire i buoni spesa. Lavorano sui controlli e l’inserimento banca dati. “È stata messa in piedi una piattaforma, creata dal nostro servizio informatico. Ci sono tutte le pratiche con nome, cognome, indirizzo e codice fiscale. Sono classificati anche tutti coloro che prendono il reddito di cittadinanza, 800 in tutto il comune, e la Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego)”, spiega Cicchi. Che vuole specificare come sino ad oggi a Perugia “senza pacco viveri non c'è rimasto nessuno. Grazie anche al supporto della Caritas, della Croce rossa, della ‘spesa sospesa’, abbiamo messo in campo sinergia integrata che ha permesso di arrivare a coprire tutte le fasce deboli”.