Coronavirus, attenzione usurai ed estorsori non vanno in quarantena

In campo per prevenire che la criminalità organizzata approfitti dello stato di emergenza economica
Perugia

Usura ed estorsione non vanno in quarantena. Massima allerta e grande preoccupazione anche in Umbria per le conseguenze economiche del blocco del paese che potrebbero indurre la criminalità organizzata che potrebbe approfittare della situazione di emergenza. La prima preoccupazione per gli addetti al controllo è che la gente in difficoltà possa chiedere aiuto proprio agli usurai.
Senza dimenticare la questione “estorsione”, problema presente anche in Umbria.  
Per far fronte a tutto questo si è tenuto un vertice in Prefettura a Perugia, con l'intento di tenere alta la guardia. 
Il timore è che tanti imprenditori e commercianti, trovando porte chiuse in Banca e nelle finanziarie, potrebbero rivolgersi agli usurai per assicurarsi una entrata in un momento così difficile.
“Come è ormai noto – si legge in una nota rivolta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte – l’emergenza sanitaria per il Covid-19 sta determinando una profonda crisi economica che coinvolge più o meno tutto il mondo produttivo, soprattutto piccole imprese già in difficoltà. Per affrontare tale eccezionale momento, è stato redatto il cosiddetto decreto ‘Cura Italia’, il quale opportunamente prevede, tra le altre cose, la possibilità di sospendere i mutui. Tuttavia, a nostro avviso, – prosegue – esso non fa alcun riferimento a quei mutui concessi ex art.14 della legge n.108/96 agli operatori economici vittime di usura, e la stessa osservazione vale per i soggetti sovra indebitati che usufruiscono dei fondi di prevenzione previsti dalla stessa legge all’art. 15″.
Ciò premesso – è stato ribadito nell'incontro – si ritiene che possa esserci il rischio concreto di una diffusa difficoltà nella restituzione delle rate dei mutui concessi ex art.14 e dei prestiti ex art.15 della legge n.108/96, con grave danno erariale per il nostro Paese, rischio di azzeramento dello stesso Fondo di prevenzione antiusura e quindi conseguente impossibilità futura di utilizzare questo prezioso strumento di aiuto.
Per questi motivi è stato chiesto che l'associazione Antiracket si faccia promotrice di ogni iniziativa affinché, in sede di conversione in legge del succitato decreto, si inserisca un’apposita norma per le vittime di usura beneficiarie di mutui e prestiti al fine di poter sospendere la restituzione delle rate, consentendo di allungare la durata del finanziamento per il numero di rate sospese senza oneri aggiuntivi.
Il vicepresidente dell’associazione Antiracket, ha rivolto infine un appello a quanti ricevono pressioni da banche e finanziarie per il pagamento di rate e mutui, di rivolgersi alle sedi competenti. “In tanti hanno denunciato alla nostra sede, solleciti continui di pagamento da parte delle banche di appartenenza. Siamo pronti – dice – a denunciare direttori di banche e di finanziarie che non seguiranno quanto disposto dal Governo. Il pericolo che, per la paura di perdere tutto, chi è in difficoltà economica possa rivolgersi agli usurai, rischiando di entrare in un vortice senza fine, è troppo grande e noi abbiamo il dovere di tutelarli”.