Contro il Coronavirus: fare test, anche ripetuti, affidandosi al Ssn

L'appello del dottor Andrea Calabro a tutti i cittadini
Perugia

APPELLO A TUTTI i cittadini Italiani ed in particolare agli Umbri, a tutti i corpi intermedi ed associazioni delle categorie lavorative ed in particolare agli ordini professionali dei medici ed odontoiatri,ai vari governatori regionali ed in particolare alla nostra presidente Donatella Tesei ed all’Assessore alla Sanità Guido Coletto.

Le misure attuate da Governo ed OMS in termini di prevenzione del contagio in Italia si stanno rivelando insufficienti nella realtà dei fatti, i casi aumentano, abbiamo superato la Cina in numero di decessi.

In uno Stato democratico come il nostro l’applicazione delle regole finora imposte e condivisibili non ha ancora raggiunto effetti di rallentamento del contagio e non possiamo invocare effetto gregge perché non sappiamo neanche se e quanto possa durare la nostra immunità una volta contratta la malattia o da asintomatici sviluppare anticorpi di ragionevole durata.

L’unica arma che abbiamo per stanare il virus è rallentarne la diffusione in quanto è certa la nostra responsabilità di trasmissione e attuare una massiccia prevenzione di rilievo di test per determinare la presenza o meno del virus nel nostro corpo.

In Veneto e solo in Veneto per ora è stata avviata una vasta campagna di test coinvolgendo tante categorie e tanti operatori e tanti laboratori; dobbiamo affiancarci a questa iniziativa, l’unica in grado ora di arginare il problema.Test in qualsiasi modo per rilevare la presenza del virus e, non per adesso, la nostra immunità che potrebbe essere transitoria.
Essere negativi pur avendo anche sintomi lievi di malattia comporta la ripetizione del test dopo qualche giorno. Essere asintomatici, ma avere dubbi di contatti avuti o intercorsi idem.
Fare test in qualsiasi modo, più possibile, anche ripetuti, affidandoci al SSN significa:

1) Sapere se sei positivo ed in pericolo per te e per gli altri e fare rispettare meglio le regole imposte: il timore per se stessi e la propria incolumità se il test è positivo ci obbligherebbe ad essere più prudenti e rimanere in casa sia nell’attesa della risposta (guadagnando tempi utili) e nel timore di complicazioni peggiori che abbiamo visto purtroppo esistere nel decorso di questa malattia (la prima cosa che ti dice il medico quando hai un influenza è  casa e riposo, anche e soprattutto per chi è dedito ad attività sportive o hobbistico-ricreative.

2) Stimolare o ricordare il senso civico di responsabilità nei confronti dell’altro e quindi il senso di appartenenza alla comunità, nel rispetto della propria libertà e della libertà altrui.

3) Studiare l’andamento di questo nuovo virus, dare il tempo necessario per creare terapie adatte che oggi ancora non esistono, dare la possibilità alla medicina di sviluppare garanzie riguardo all’immunità prodotta dal nostro organismo anche se necessario ripetendo controlli anticorpi ad hoc e potendoli utilizzare anche in modo terapeutico.

4) Mantenere un contatto tracciabile e di eventuale assistenza con i positivi con metodi semplici digitali o telefonici e riservare assistenza anche diversa ai sintomatici domiciliari.

Troviamo modi e fondi necessari per fare questo, rapidamente, prima che sia troppo tardi, volontariamente od invitati dal nostro SSN, gratuitamente per le categorie meno abbienti o a pagamento se necessario, ma facciamolo in qualsiasi modo ci venga suggerito dalla nostra Sanità che dobbiamo invitare a crearci la possibilità perché noi siamo tutti disponibili.Comportiamoci come se dovessimo affrontare una vaccinazione di massa, purtroppo oggi ancora non disponibile, ma facciamolo. Interessiamo tutti, dalle imprese, alle varie categorie, dai supermercati ai condomini alle carceri ai ricoverati alle case di riposo, a tutte le unità abitative. Questo è il male minore. Sottrarremo tanta spesa inutile per altre cure al SSN. Per tanti potrebbe essere possibile anche il sistema di autoprelievo e riconsegna purché il tutto in modo protetto e tracciabile, falsi positivi e negativi fanno parte del gioco di ogni diagnosi di routine. Coinvolgiamo tutti i laboratori possibili ed immaginabili pubblici o privati purché protetti e tracciabili e sottoposti a metodi di validazione anche postuma, ma penali in caso di grave alterazione. Se il Veneto con 4.800.000 abitanti lo fa, perché non lo possiamo fare noi con 800.000 circa. Seguite l’evoluzione dei casi nel Veneto e vi renderete conto che è l’unica strategia vincente.

 
Andrea Calabro medico chirurgo specialista in Odontoiatria, coordinatore regionale in Umbria di Energie per l’Italia di Stefano Parisi.