Cassa Integrazione, in Umbria già persi 35 milioni di reddito

I numeri della crisi-Covid nel report dell'associazione Lavoro & Welfare
Perugia

L'emergenza sanitaria ha "congelato" circa 18mila lavoratori, con oltre 35 milioni di euro di reddito persi da gennaio ad aprile 2020.
Come riporta oggi Il Messaggero Umbria, a guardare i nuovi numeri della Cassa integrazione guadagni (Cig), è come se i primi quattro mesi dell'anno abbiano riportato l'Umbria indietro di otto anni. Uno scatto di oltre 11 milioni di ore, dovuto all'emergenza sanitaria le cui misure restrittive hanno bloccato gran parte delle imprese regionali che in massa sono tornate a usufruire dell'ammortizzatore sociale. Non a caso, l'elaborazione del centro studi Lavoro & Welfare, su dati Inps, parla di "esplosione del ricorso alle ore di Cig, come conseguenza della sospensione di tutte le attività economiche, produttive e ricreative dovuta al Covid19".
Il risultato per la regione è stato di avere per 17 settimane un totale di 18.402 lavoratori a zero ore a causa della Cig, ordinaria per 15.235 addetti, in deroga per 2.015, straordinaria per 1.150. Nel complesso, un milione e 600mila giornate lavorative perse, con inevitabili effetti sui bilanci domestici. «I lavoratori umbri parzialmente tutelati dalla Cig - spiega Cesare Damiano, presidente dell'associazione Lavoro & Welfare ed ex ministro del Lavoro - in questi quattro mesi hanno già perso nel loro reddito 35,368 milioni di euro al netto dell'imposizione fiscale. Ogni singolo lavoratore che è stato in Cig a zero ore, invece, per tutto il periodo ha perso oltre 1.920 euro netti». Un duro colpo per i capofamiglia che hanno dovuto rinunciare a circa 480 euro al mese. Prospettive ancora più scure per i lavoratori dei 41 siti produttivi umbri delle 11 imprese che da gennaio ad aprile hanno fatto ricorso a nuovi decreti di Cassa integrazione straordinaria a causa di crisi aziendali, con 5 decreti in più emessi rispetto allo stesso periodo del 2019. L'aumento del ricorso alla Cigs è tuttavia cresciuto meno delle altre tipologie (+32,71%) "per effetto del carico quasi esclusivo sulla Cigo dei lavoratori coinvolti nella fermata delle attività per Covid19".