Bar e ristoranti aperti, ma a certe condizioni

Ripartenza per 1.500 attività, ma 4 su 10 resteranno chiuse
Perugia

L’Umbria riparte tra le incertezze, soprattutto dovute ai ritardi del Dpcm che rischia di creare problemi nella riorganizzazione quotidiana di tanti cittadini. Dopo due mesi di stop migliaia di persone si rimettono in movimento in un clima di totale confusione.
Roberto Giannangeli, presidente di Cna Umbria, sul Corriere dell'Umbria, si fa portavoce, ancora una volta del malcontento di tutti. “Gli operatori del settore sono pronti da tempo perchè hanno fatto riferimento alle linee guida concordate dalla categoria. Noi ai nostri soci abbiamo consigliato di seguire quelle in quanto estremamente severe: l’ordinanza della Regione non potrà che essere più permissiva. Ma è inconcepibile che ormai a poche ore dalla riapertura siamo ancora in questa situazione”. “Le estetiste, in particolare - racconta Giannangeli - hanno avuto certezza di pooter tornare a lavorare venerdì sera. Come se non si avesse la percezione che estetiste e parrucchiere si muovono su appuntamento e che hanno quindi bisogno di tempo per organizzarsi e far organizzare i propri clienti”.

Anche per quanto riguarda la ristorazione il clima è di totale incertezza.
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LE REGOLE PER BAR E RISTORANTI

Le Regioni e il Governo hanno trattato per stabilire insieme delle regole per consentire la riapertura delle attività economiche e produttive dal 18 maggio, che comprendono quelle per i ristoranti e bar. Le misure servono essenzialmente a garantire la sicurezza di clienti e lavoratori, e a contenere i nuovi contagi da coronavirus.

Le regole approvate si applicano a tutti gli esercizi commerciali che vendono pasti e bevande per il consumo immediato, e quindi a ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, bar, pub, pasticcerie, gelaterie e rosticcerie, e anche alle attività di catering. Tra le novità principali c’è la riduzione della distanza di sicurezza da assicurare tra i clienti: nel documento dell’Inail si proponevano 2 metri tra un tavolo e l’altro, mentre le linee guida del governo parlano di 1 metro tra i clienti.

Igiene e mascherine
Innanzitutto le regole stabiliscono che ogni attività di ristorazione debba rendere disponibili prodotti igienizzanti per i propri clienti e per il personale in più punti del locale, e in particolare all’entrata e in prossimità dei servizi igienici, che dovranno essere puliti più di una volta al giorno. Bisognerà cambiare l’aria degli ambienti interni di frequente e, nel caso di uso di impianti di condizionamento, bisognerà escludere la funzione di ricircolo dell’aria.
Ogni tavolo andrà disinfettato dopo il servizio e bisognerà evitare il più possibile l’uso di oggetti e contenitori riutilizzabili da diversi clienti, come saliere e oliere, se non igienizzati di volta in volta. Per quando riguarda i menù si consigliano alcune soluzioni: uso di menù cartacei usa-e-getta, uso di menù in carta plastificata da potere disinfettare dopo ogni uso o, ancora meglio, uso di menù digitali che i clienti possono consultare online sui propri cellulari.
Il personale di servizio che lavora a contatto con i clienti dovrà portare mascherine e lavarsi frequentemente le mani con soluzioni idroalcoliche; in particolare dovranno igienizzarle prima di ogni servizio al tavolo. I clienti dovranno indossare le mascherine per tutto il tempo in cui non saranno seduti al tavolo o staranno consumando la propria ordinazione al banco.

La disposizione dei tavoli
Per quanto riguarda la disposizione dei tavoli, forse l’aspetto che più aveva fatto discutere sul documento tecnico dell’Inail, dovranno essere organizzati in modo che i clienti – fatta eccezione per quelli che non devono rispettare il distanziamento fisico, ad esempio perché conviventi – siano seduti ad almeno 1 metro gli uni dagli altri. Questa distanza può essere minore nel caso in cui tra i tavoli vengano messe delle barriere fisiche adeguate a prevenire potenziali contagi attraverso goccioline di saliva (i droplets).
Dove possibile inoltre si dovrà privilegiare l’uso di spazi esterni come giardini, terrazze e dehors, sempre rispettando però il distanziamento di almeno 1 metro. In generale nei locali con posti a sedere non potranno essere entrare più clienti di quanti siano i posti a sedere.

La consumazione al banco
La consumazione al banco sarà consentita solo nei casi in cui sia possibile mantenere distanze interpersonali di almeno 1 metro tra i clienti. Anche in questo caso vale l’eccezione per le persone che non devono rispettare il distanziamento fisico, ad esempio perché conviventi; ovviamente non sta ai ristoratori di verificare se due persone lo siano effettivamente: ognuno deve essere responsabile per sé stesso in questo senso. Negli esercizi che non hanno posti a sedere potrà entrare nel locale un numero limitato di clienti per volta, da stabilire a seconda degli spazi dei singoli locali: l’importante è che sia sempre mantenuto il distanziamento di almeno 1 metro tra i clienti.
La consumazione a buffet non sarà consentita in nessun caso.

Le casse
Dovranno essere favoriti i pagamenti al tavolo e in modalità elettronica. Le casse potranno essere dotate di schermi che facciano da barriera fisica per il cassiere; in alternativa le regole dicono che chi sta in cassa deve indossare la mascherina e avere a disposizione una riserva di gel igienizzante per le mani.


Le regole inoltre invitano a fornire ai clienti informazioni adeguate sulle misure di prevenzione, che siano comprensibili anche per chi non parla l’italiano. Dicono anche che all’ingresso dei locali potrà essere misurata la temperatura corporea dei clienti e dovrà essere impedito l’accesso a chi avrà una temperatura di 37,5 °C o superiore.

 

Infine, nei locali con posti a sedere bisognerà privilegiare l’accesso tramite prenotazione e il locale dovrà conservare per 14 giorni l’elenco delle persone che hanno prenotato.