Aumentano i ricoveri in Umbria per Covid-19: 22 pazienti in terapia intensiva

107 nuovi ricoveri nell'ultima settimana
Perugia

La Regione è seriamente preoccupata a causa dell'aumento dei casi di Covid-19. Durante la , il commissario Onnis ha confermato che negli ultimi sette giorni si sono registrati ben 107 nuovi ricoveri negli ospedali umbri.

I pazienti attualmente ricoverati sono 193, con un aumento percentuale del 124,42%. 

Raddoppiano anche i posti occupati in terapia intensiva, che passano da 12 a 22 con un aumento dell'83,3% in una settimana.

Ieri un picco di nuovi casi in sole 24 ore, con 407 positivi, per un totale di 3275 attualmente positivi in tutta l'Umbria. Un terzo dei contagi nella nostra Regione si registra tra Perugia, Assisi e Bastia.

I contagi non sembrano volersi arrestare e stanno crescendo esponenzialmente in maniera preoccupante. Se i numeri dovessero continuare a crescere, fa sapere la Regione, si passerà molto probabilmente al 60% di lockdown rispetto all'attuale 40%.

Per fronteggiare l'aumento dei contagi, la Regione ha predispoto una linea di intervento che prevede lo stop a tutti gli eventi, feste e piccoli assembramenti.

Novità anche per quanto riguarda la pianificazione dei test: tamponi ritardati per i soggetti asintomatici e isolamento dei contatti stretti dei sintomatici senza testarli al tempo 0.

Le USCA, Unità speciali di continuità assistenziali, sono state inoltre potenziate non solo per quanto concerne il numero di unità (più 28), ma anche riguardo agli orari di assistenza, 24 ore su 24 tutti i giorni.

Durante la settimana verrà istituita a Deruta una nuova struttura che diventerà un Covid hotel per accogliere le persone in isolamento che non hanno altra possibilità di trascorrere in maniera sicura ed adeguata la quarantena fino al tampone negativo.

Non si esclude la possibilità di istituire alcune zone rosse nelle aree della regione più colpite, che potrebbero portare ad esempio alla chiusura di determinate scuole.

Secondo il Commissario Onnis, "i grandi eventi non hanno aiutato" e "tutte le situazioni di movimento creano problemi".

L'incremento esponenziale in Umbria, sempre secondo il Commissario anti-Covid, sarebbe da imputare in parte al basso contagio registrato durante la fase iniziale della pandemia, che "ha reso la popolazione più esposta all'attecchire del virus" e in parte alla ripresa del turismo nelal nostra regione, oltre al rientro di soggetti da paesi considerati a rischio.

Per quanto riguarda le scuole, il problema non starebbe nella loro riapertura, ma negli assembramenti che si vengono a creare all'entrata e all'uscita degli istituti scolastici e all'interno dei trasporti.

L'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha nel frattempo richiesto ulteriori chiarimenti sulla precisione del numero dei contagi e a proposito dell'accesso a mercati e cimiteri.

Si attendono ulteriori notizie da parte della Giunta Regionale.