Andiamo al ristorante tranquilli, nessun contagio attraverso le pietanze

Le rassicurazioni del virologo Fabrizio Pregliasco. Supermarket, mercati all'aperto e negozi, ecco le regole per non correre il rischio di contagio
Perugia

Andiamo al ristorante tranquilli. Le malattie respiratorie non si trasmettono attraverso le pietanze.
Lo spiega bene un servizio apparso su  il virologo Fabrizio Pregliasco, che dice come contenersi nelle varie situazioni ed elenca i veri pericoli che si corrono nei: supermarket, mercati all'aperto e negozi.

Ecco dunque le regole per non correre il rischio di contagio.

RISTORANTE
E comunque, il cibo cotto ammazza tutto, microbi e coronavirus compreso. E non corriamo rischi neppure se in cucina c'è qualche cuoco distratto a cui scappa uno starnuto di troppo mentre affetta la carne o salta le verdure mentre la mascherina penzola sul suo collo. Il virus si trasmette soprattutto tra umani, a contatto stretto negli ambienti chiusi o quando si beve gomito a gomito. Ma ci sono situazioni a rischio che neanche ti immagini? Sì, ma sono quasi ipotetiche.
«Se cuoci tutto stai tranquillo», spiega il virologo Fabrizio Pregliasco. La cosa cambia se sul piatto pronto ci sputi per dispetto. «In quella situazione paradossale il rischio esiste - ammette l'esperto ma il soggetto dev'essere un infetto e la sua carica virale dura circa quattro ore sulle cose. E quindi, sì, ci si può infettare. Ma dev'essere una cosa voluta». Scene da film insomma.

SUPERMERCATO
I clienti sono obbligati a indossare i guanti. Ma ci sono i furbi. E allora, che rischio corriamo? «Se un infetto ha toccato con mani sporche dei prodotti che poi un'altra persona raccoglie, il minimo di rischio c'è dice il virologo Ma è una probabilità infinitesimale. È come vincere l'enalotto».

MERCATI ALL'APERTO
Qui le massaie toccano frutta e verdura a mani nude. È un automatismo che può costare caro alle altre clienti? «La carica virale resta in circolo quattro ore, poi si dimezza. Sulle superfici o anche sugli alimenti si trova fino a 72 ore, sulla plastica anche qualche giorno ma con carica virale bassa. La cosa importante è evitare di avvicinare le mani sporche al viso o agli occhi. E lavarsi le mani appena possibile».

I GUANTI
«I guanti possono dare un senso di falsa sicurezza, meglio igienizzarsi le mani», dice Pregliasco. Come mai? «Si toccano le cose e il guanto rimane contaminato. Se poi, per sbaglio, ti tocchi il viso con il guanto, la situazione peggiora perché il virus si trasmette attraverso la contaminazione esterna».

SANIFICAZIONE
«È più un rituale, ci tranquillizza da un punto di vista psicologico. C'è rischio residuo, marginale, che si toglie con l'igiene profonda: ma è come avere le bretelle e la cintura, siamo tutti più tranquilli», spiega il virologo in barba alla raccomandazioni del Comitato tecnico che pretendeva di sanificare anche i vestiti dei negozi dopo la prova.

MANIGLIE
La maniglia sporca è insidiosa. Chi l'avrà toccata prima? Se era un infetto puoi essere a rischio. Quindi, meglio proteggersi con un fazzoletto di carta. Ma anche qui, è tutto relativo. Dipende da quanto tempo è passato da quando l'infetto ha toccato la maniglia.