Sanitopoli, Catiuscia Marini in aula il 21 dicembre

L'ex presidente e Bocci si appellano alla Costituzione
Perugia

L'ex presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini deporrà in aula il 21 dicembre.
Decisa la riunificazione della posizione dell’ex governatrice nella maxi udienza preliminare di Concorsopoli, con 39 tra politici, vertici sanitari e medici indagati a vario titolo per i concorsi truccati all’ospedale di Perugia e all’Usl 1. Il colpo di scena è arrivato dal suo avvocato, Nicola Pepe.
Come riporta il Corriere dell'Umbria, quest’ultimo ha sollevato l’eccezione di costituzionalità sull’uso del trojan per le intercettazioni carpite dentro Palazzo Donini all’ex governatrice. Il giudice per le indagini preliminari, Angela Avila, si è riservata se rimettere il caso alla Consulta. “Ho chiesto al giudice”, spiega Pepe, “di sottoporre alla corte costituzionale la valutazione della compatibilità del captatore informatico con sistema di garanzie che regola il processo penale”. A partire dalla privacy. Pepe ha sostenuto che nel periodo in cui sono state effettuate le intercettazioni col trojan inoculato nel telefono di Emilio Duca, cui era differita la legge Orlando. Il captatore era stato reso utilizzabile per il caso Palamara dalle sezioni unite civile, ma in ambito disciplinare. Qui siamo in ambito penale. Qui si inserisce l’eccezione dell’avvocato di Marini. Pepe ha presentato anche la memoria dell’ex governatrice in cui quest’ultima ribadisce la “totale estraneità ai fatti contestati”. Oltre che di falso, abuso e rivelazione d’ufficio Marini deve rispondere insieme ad altri otto di associazione per delinquere. Uno di questi è l’ex segretario Gianpiero Bocci. Ieri i suoi avvocati Alessandro Diddi e David Brunelli hanno discusso rigettando la tesi associativa e tutte le altre accuse: Bocci e Marini erano avversari politici, non sodali, è stato il leit motiv delle arringhe.
Inoltre Bocci “non avrebbe ottenuto nulla” - è stato detto in aula - dal presunto “accordo” con l’allora governatrice. Sulla rivelazione delle tracce è stato fatto riferimento all’altro processo in corso davanti al giudice Giangamboni. Anche qui appello alla Consulta di Diddi e Brunelli: non si possono celebrare due processi per la stessa ipotesi di reato, sentenzia la Corte. Discussione della difesa per il medico cardiologo Mauro Faleburle, rappresentato da Franco Libori. Pure in questo caso respinte tutte le accuse.