Inchiesta Sanità, la difesa di Bocci chiama a testimoniare 36 persone

I legali citano tre prefetti, quattro colonnelli dei Carabinieri, tre della Finanza e quattro questori
Perugia

La difesa di Gianpiero Bocci ha depositato 36 nomi chiamati a testimoniare al processo contro l'ex sottosegretario imputato nell'inchiesta Sanità in Umbria.
Fra i nomi di tre prefetti, quattro questori, quattro comandanti provinciali dei carabinieri e tre della Finanza.
 Assieme a loro, nella lista testimoni dell’ex segretario del Pd dell’Umbria, gli avvocati David Brunelli e Alessandro Diddi, hanno chiesto anche di sentire il Rettore, Franco Moriconi, il sindaco di Corciano, Cristian Betti, il suo vice, Lorenzo Pierotti, l’ex vicesegretario regionale del Pd, Francesco De Rebotti. E poi, agenti di polizia responsabili della tutela del sottosegretario, presunti raccomandati e alcuni loro familiari. Ognuno di loro dovrà passare al vaglio del collegio dei giudici, che dovrà decidere se ammettere le richieste di difesa e Procura.
 Negli atti depositati, gli avvocati hanno specificato per ogni testimone quali sono le circostanze su cui dovrà riferire in aula. 
Ci saranno le candidate che – secondo l’accusa – ha raccomandato e i parenti che avrebbero avuto con lui i contatti per passare le tracce delle prove.
  L’ex sottosegretario vuole dimostrare che non ci fu una ricerca di informazioni presso ambienti delle forze dell’ordine per carpire i segreti dell’indagine in corso, come, ad esempio la notizia che avrebbe rivelato circa l’esistenza di cimici negli uffici del Santa Maria della Misericordia, piazzate dai vigili del fuoco durante un’esercitazione per il rischio-antrace.
  La difesa di Bocci ha citato anche agenti di polizia addetti alla sua tutela per riferire sugli spostamenti e un consulente tecnico che ha analizzato i tabulati telefonici di Bocci.