Il Riesame decide sulla scarcerazione di Bocci

Il Tribunale della Libertà discute il ricorso dell'ex segretario del Pd umbro
Perugia

L'ex segretario regionale del Pd, Gianpiero Bocci, agli arresti domiciliari per la vicenda Concorsopoli, chiede che la misura cautelare nei suoi confronti venga revocata. I suoi avvocati hanno dunque presentato un'istanza per far sì che venga ribaltata la decisione del gip Valerio D'Andria che già si era espresso in maniera negativa alla sua richiesta di revoca della misura, per il rischio di inquinamento delle prove. 
Secondo i difensori dell'ex sottosegratorio dell'Interno, gli avvocati David Brunelli e Alessandro Diddi, però ora sarebbero venute meno le condizioni che hanno determinato tale obbligo. Questo perché nel frattempo sarebbero emerse importanti novità nell'inchiesta sui presunti concorsi truccati all'Azienda ospedaliera di Perugia.
Le contestazioni riferite a Bocci, dicono, sono relative a un episodio che vede coinvolte altre due persone, già sentite dai pm. 
Allo stesso tempo, i legali di Bocci, che il 18 giugno non era presente in tribunale, hanno presentato ricoroso contro la proroga fino al 10 luglio dei domiciliari, visto che, dicono, le contestazioni di favoreggiamento relative alle rivelazioni sulla presenza di microscospie alla direzione sanitaria sono state già "cancellate". 
Il collegio del tribunale della Libertà, presieduto da Giuseppe Narducci, a latere Alberto Avenoso e Emma Avella, si è riservato una decisione che potrebbe arrivare già nelle prossime ore.