Concorsopoli, tutte le accuse in 43mila pagine

Levata di scudi delle difese contro l’associazione a delinquere
Perugia

Chiusa l’inchiesta della procura di Perugia sui presunti concorsi pilotati da esponenti locali del Pd all’ospedale di Perugia. Tra i reati loro contestati figura l’associazione per delinquere. L’avviso di conclusione indagini riguarda complessivamente 45 persone, ed è stato inviato, tra gli altri, all’ex presidente della Regione Catiuscia Marini, all’ex assessore regionale alla Sanità Luca Barberini e all’ex sottosegretario e segretario umbro del Partito democratico Gianpiero Bocci, accusati di avere creato “una vera e propria rete di sistema attraverso cui condizionavano gran parte dei concorsi pubblici gestiti dall’Azienda ospedaliera di Perugia e da altre aziende sanitarie umbre” e “impartivano le direttive attraverso i vertici aziendali di nomina politica, affinché i concorsi pubblici venissero manipolati a favore dei candidati indicati da loro stessi”.


Più di 43 mila pagine, a tanto ammonta il faldone dell'inchiesta sui concorsi truccati all'ospedale di Perugia chiusa nei giorni scorsi dai pm Mario Formisano e Paolo Abbritti.
I difensori dei 45 indagati hanno dovuto sborsare 2.800 euro di diritti per farre richiesta in Procura della copia dei documenti, passaggio imprescindibile per decidere se chiedere di essere interrogati, e per poter presentare invece una memoria difensiva in attesa della richiesta a rinvio a giudizio che, probabilmente arriverà per quasi tutti gli indagati.

Le copie degli atti in Procura protranno essere richieste a partire da lunedì prossimo.


I 45 indagati 

L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato, oltre a Marini, Bocci, Barberini, e ex direttori Emilio Duca, Maurizio Valorosi e Diamante Pacchiarini, a Roberto Ambrogio, Serena Zenzeri, Lorenzina Bolli, Riccardo Brugnetta, Eleonora Capini, Amato Carloni, Gabriella Carnio, Moreno Conti, Pasquale Coreno, Marco Cotone, Potito D’Errico, Maurizio Dottorini, Giuseppina Fontana, Rosa Maria Franconi, Fabio Gori, Paolo Leonardi, Patrizia Mecocci, Walter Orlandi, Vito Aldo Peduto, Mario Pierotti, Domenico Francesco Oreste Riocci, Alessandro Sdoga, Antonio Tamagnini, Simonetta Tesoro, Milena Tomassini, Domenico Barzotti, Brando Fanelli, Elisabetta Ceccarelli, Tiziana Ceccucci, Patrizia Borghesi, Mauro Faleburle, Massimo Lenti, Antonio Tullio, Giampietro Ricci, Andrea Casciari, Fabio Madonnini, Andrea Sborzacchi, Alvaro Mirabassi.

Tutte le persone indagate avranno venti giorni di tempo per presentare le memorie e far svolgere indagini in loro difesa. Appena tutto sarà finito la procura della Repubblica di Perugia procederà con gli atti relativi al rinvio a giudizio.

La difesa di Bocci: "Accusa associazione priva di basi logiche"

“Nessun fatto nuovo viene contestato a Gianpiero Bocci diverso da quello per cui si trova a giudizio e per cui ha subito un periodo ai domiciliari", scrivono i suoi legali David Brunelli e Alessandro Diddi in una nota stampa dopo la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini. "L’accusa di aver creato un’associazione a delinquere con Catiuscia Marini e Luca Barberini - aggiungono - riteniamo si tratti di una ipotesi priva di qualunque base logica e probatoria. Infatti, Bocci risulta contemporaneamente indagato solo in relazione ad una delle tante procedure concorsuali per “manipolare” le quali sarebbe sorta l’associazione ed è ben strano che, dopo aver costituita una simile organizzazione poi, secondo la stessa formulazione, non se ne sia affatto servito. Quanto alla prova del reato associativo, che non può risolversi semplicemente dalla prova dei singoli reati contestati a ciascuno degli imputati, non risulta da alcun atto dell’indagine la presenza della ipotizzata “rete di sistema”, a meno che con questa espressione giornalistica non si intendano normali relazioni tra esponenti politici, tra l’altro, espressione di posizioni neppure troppo vicine, come quelle tra Bocci e la Marini. Confidiamo che il castello accusatorio messo in piedi dai pm possa franare di fronte ai giudici”.

La difesa di Marini

L'avvocato Nicola Pepe, legale di Catiuscia Marini, commenta così l'accusa di associazione a delinquere mossa alla expresidente della Regione Umbria dai pm, Mario Formisano e Paolo Abbritti.  “Io - dice -  conosco molto bene Catiuscia Marini e l’ho conosciuta nella sua rigida autonomia istituzionale. E’ stata e rimane una persona libera e mi risulta davvero difficile vederla legata a vincoli associativi la cui sussistenza noi contestiamo in radice, posto che il suo operato è stato sempre improntato al perseguimento del bene pubblico. La Regione Umbria dall’istituzione dei benchmark nel 2012 non è scesa mai al terzo posto per la sanità, più volte è stata al primo,tanto da aver attrezzato un sistema che ben ha retto l’urto dell’emergenza Covid 19”.