Concorsopoli, l'inchiesta si allarga a macchia d'olio

Il cardiologo Mauro Faleburle ammette di aver inviato sms con gli argomenti d'esame
Perugia

La Procura di Perugia lavora a pieno ritmo e, mentre ha mandato gli atti relativi a presunte ingerenze di Eni nell'affare nomine, prosegue gli interrogatori a tambur battente che sono spesso molto proficui chiamando in causa altri personaggi.

Ora è la volta del cardiologo Mauro Faleburle, che nega di aver mandato le tracce delle prove del concorso per due posti da chirurgo maxillofacciale ad un parente acquisito, ma ammette di aver inviato "uno o più messaggi" contenenti gli argomenti d'esame.

Il chirurgo Massimo Lenti era presidente della commissione d'esame per il concorso ed ha confermato quel che Faleburle aveva detto ai giudici: "nel pomeriggio mi è arrivato un messaggio dal dottor Lenti dove c'erano le argomentazioni che potevano essere inerenti al concorso in esame e non dei titoli precisi".

Il telefono cellulare del chirurgo è stato sequestrato dalla Guardia di finanza e adesso verrà controllato dagli esperti. Lenti ha negato di aver ricevuto pressioni da Duca e Valorosi.

Dalle intercettazioni effettuate alla viglia della seconda prova scritta, però, il dott. Lenti, al telefono con Duca e Valorosi, dice: "Io quello che posso fare... gli ho dato tutti i quiz".

Quindi, avendo fatto conoscere i quiz della prova, aveva innegabilmente dato una grossa mano al concorrente che poteva farseli risolvere con tutto comodo.

Oggi verrà sentito l'ex direttore amministrativo Maurizio Valorosi, agli arresti domiciliari, così come Emilio Duca e l'ex segretario del Pd dell'Umbria, Gianpiero Bocci.

Nei prossimi giorni saranno convocati alcuni esponenti delle forze dell'ordine che hanno rivelato particolari utili dell'inchiesta in corso.