Bocci parlerà in aula in un'udienza pubblica

Il processo slitta a dopo il 22 ottobre per uno sciopero degli avvocati penalisti
Perugia

I supremi giudici della quinta sezione penale della Corte di Cassazione hanno rigettato il ricorso presentato dalla difesa di Gianpiero Bocci, a suo tempo proposto contro gli arresti domiciliari, perché ritenuto infondato.

I giudici hanno espresso la seguente motivazione: «La presenza inequivoca di Gianpiero Bocci “dietro le quinte” delle indicazioni anticipate ed illecite alle candidate raccomandate del contenuto delle prove concorsuali».

I giudici della Cassazione dicono no ai cinque argomenti difensivi proposti dagli avvocati David Brunelli e Alessandro Didd, ma non si limitano a questo, bensì entrano nel merito di accuse e esigenze cautelari, e lo fanno in 15 pagine depositate il 30 settembre.

Dunque secondo la Cassazione «è stato ben argomentato che il pericolo di inquinamento probatorio si sia materializzato concretamente e che Bocci abbia dimostrato capacità di interferire con l’attività di indagine, sfruttando conoscenze acquisite in ambito istituzionale e negli ambienti di polizia giudiziaria».

E poi ancora: «È stato ampiamente motivato attraverso il ricorso al contenuto inequivoco di molte conversazioni, anche ambientali, intercettate tra Duca e Valorosi che il disvelamento sia stato dovuto proprio alle notizie avute da Bocci, svelate ai due indagati anche con il particolare, rivelatosi esatto, di quando e come le microspie erano state installate».

Bocci, che dopo gli arresti ha ripreso a lavorare in Provincia, avrebbe dovuto presenziare alla prima udienza del suo processo il 22 ottobre.

Ma l'appuntamento salterà a causa dello sciopero dei penalisti italiani. Il tutto, in attesa che i pm Paolo Abbritti e Mario Formisano, chiudano le indagini e rendano noto se contesteranno l'associazione per delinquere anche ai politici.

A quanto si apprende dalla Nazione Bocci parlerà in aula, in un'udienza pubblica per difendersi dalle accuse dopo mesi di silenzio. Attesa inoltre per le costituzioni di parte civile nei procedimenti contro Bocci, Valorosi e Duca: ne hanno titolo la Regione dell'Umbria ma anche l'Azienda ospedaliera e sembra alcuni comitati di candidati esclusi da concorsi.