Corte dei conti: “Comune di Perugia deve riscuotere 117,4 milioni tra tasse e multe”

Le note dolenti restano le mancate riscossioni.
Perugia

La Corte dei conti, sezione controllo, sul bilancio di Palazzo dei Priori, rende noto che sono 117,4 i milioni che il Comune di Perugia deve riscuotere alla voce tasse e multe.
Il dato dell'evasione e dell'elusione, riferiti al 30 giugno 2019, viene riportato in un servizio apparso oggi sul quotidiano Corriere dell'Umbria.
“Non sembrano definitivamente rimosse le criticità riscontrate e tuttora permanenti nell’attività di riscossione delle entrate, nonostante i primi risultati positivi che hanno fatto seguito all’adozione delle misure adottate”, sentenzia la Corte dei conti nell’accertare comunque l’“adeguatezza” delle politiche messe in campo. Le note dolente restano le mancate riscossioni.
A fronte di residui di imposte, tasse, affitti e “proventi assimilati” al 1 gennaio 2019 pari a circa 103 milioni di euro, “sono stati incassati oltre 11,7 milioni (pari a circa l’11%) e rilevate insussistenze per oltre 3,9 milioni di euro”.
  Restano “conseguentemente ancora da riscuotere”, scrivono i magistrati contabili, “circa 87,4 milioni di euro; i residui presenti a tutto il 2017 sono scritti in ruoli affidati all’Agente di riscossione, fatta eccezione per i residui della tassa rifiuti dal 2013 al 2017, per i quali i ruoli erano in fase di predisposizione”. Fin qui tasse e tributi. Poi ci sono multe, contravvenzioni e altre entrate, vedi mense, trasporti e via di seguito. Una fetta di 37,8 milioni di euro, di cui “sono stati incassati oltre 4,7 milioni e rilevate insussistenze per oltre 2,8 milioni. I crediti ancora da riscuotere pertanto ammontano a circa 30 milioni”. Per i tributi è la Tari a fare la parte del leone: circa l’80% del crediti totali. Bene, secondo la Corte, l’accelerazione dell’iscrizione dei ruoli, aumentata del 45% nel 2018. Positiva la collaborazione con l’Agenzia delle entrate: +7% delle somme riscosse nel primo semestre 2019. “Particolarmente meritorio” il miglioramento della riscossione coattiva, secondo i magistrati. Ma in attesa che questi impegni si consolidino, il quadro complessivo della riscossione resta “critico”. Il riferimento è alle “diffuse carenze” in particolare “nell’attività di riscossione in conto residui”, fatto che ha contribuito negli esercizi passati a “causare forti squilibri di cassa”.
Problemi che “non possono considerarsi superati”, anche se la valutazione complessiva delle politiche economiche è positiva, concludono le toghe.