Consiglieri del centrosinistra depositano richiesta di revoca per Nilo Arcudi

Ma lui continua a ribadire la sua completa estraneità ai fatti
Perugia

L'opposizione non demorde e continua la sua battaglia contro il consigliere Nilo Arcudi, presidente del Consiglio Comunale, seconda carica istituzionale del Comune, “colpevole” di essere stato citato durante un'intercettazione che riguarda la maxi operazione anti ’Ndrangheta, in cui si fa il suo nome e quello di un altro politico, Vezzosi, che a quanto raccontato da Antonio Ribecco dalle intercettazioni captate, sarebbero stati eletti con i favori della cosca mafiosa calabrese.
“La moglie di Repace… l’abbiamo fatta salire noi… al Comune.. a tutte le parti”, dice l’intercettato che parla anche di un rinfresco che le sarebbe stato pagato.
“Noi – è invece l’intercettazione che riguarda Arcudi – abbiamo girato per gli altri. Io, mio fratello e tutti gli amici che sono qua… io andavo con la macchina mia casa per casa a prendere i voti”.
Citazioni dalle quali Arcudi ha sempre preso le distanze, rigettando tutte le accuse. Peraltro i due politici non sono indagati.
Dunque rimane in piedi solo una questione politica.
Ma va comunque ribadito che contro Arcudi non c'è nessuna prova, (l'unica cosa che in questo momento non gli gioca a favore è il fatto che sia di origine calabrese, che fino a prova contraria non è un reato), tant'è che il consigliere continua a ribadire la sua totale estraneità ai fatti, senza però riuscire ad evitare le dure critiche e gli attacchi dell'opposizione che è arrivata a chiedere a chiari lettere la sua testa. 
Fino al punto che il centrosinistra a Palazzo dei Priori (che vede uniti Gruppo Partito Democratico, Gruppo Rete Civica Giubilei, Gruppo Idee Persone Perugia), ha depositata presso gli uffici in data odierna la richiesta di revoca del Presidente del Consiglio comunale, come annunciato durante la scorsa seduta del Consiglio, dove si chiede “massima chiarezza su un tema così delicato: nessun cittadino deve avere il minimo dubbio sul fatto che le Istituzioni stiano facendo tutto il possibile. È infatti una questione di opportunità politica a garanzia della massima assise cittadina. Occorre mettere in campo tutte le azioni di monitoraggio e contrasto di questi fenomeni, che devono tornare ad essere estranei alla nostra terra. Per questo motivo abbiamo presentato una richiesta di istituzione di una commissione consiliare speciale contro le infiltrazioni mafiose, perché la lotta alla mafia, all’illegalità e al malaffare tornino ad essere al primo posto dell’agenda politica locale, anche attraverso strumenti istituzionali, concreti e duraturi”.
“Il Consiglio Comunale del 16 dicembre – proseguono i Consiglieri – ha visto la partecipazione massiccia di privati cittadini e rappresentanti di associazioni. Abbiamo perciò formalizzato la richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale Grande sul tema della lotta alle infiltrazioni mafiose, alla criminalità organizzata, alla corruzione, al narcotraffico e al malaffare, che va nella direzione della volontà della città di voler condurre, a fianco delle Istituzioni, questa significativa battaglia”.
Per chiudere infine: “Quanto emerso nelle ultime settimane, obbliga la società umbra e ancor più le sue istituzioni a prenderne consapevolezza, a porvi resistenza, e a mettere in campo tutte le azioni possibili per tutelare e mettere in sicurezza la dignità delle Istituzioni e della città tutta”.