Prima Commissione: salario minimo adeguato, informativa sulla proposta della Commissione Europea

Durante l'incontro sono state approvate anche alcune nomine
Perugia

La Prima commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduta da Daniele Nicchi, si è riunita in videoconferenza dalla Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni, a Perugia, per un’informativa sulla proposta della Commissione europea sul salario minimo adeguato.

All’ordine del giorno della seduta anche la nomina del componente di spettanza regionale, con funzioni di presidente, in seno al collegio sindacale dell'Associazione culturale e scientifica ‘Scuola di alta specializzazione e centro studi per la manutenzione e conservazione dei centri storici in territori instabili’ e la sostituzione del componente dimissionario del Consiglio direttivo del Centro studi giuridici e politici della Regione Umbria.

Questi due atti sono stati approvati all’unanimità e le candidature pervenute verranno esaminate dall’Aula, dove il relatore sarà il presidente Nicchi.

L’informativa sulla proposta della Commissione europea sul salario minimo adeguato è stata illustrata ai commissari dal funzionario dell’Assemblea legislativa Ugo Carlone, che ha sottolineato come l’aver scelto una proposta di direttiva e non una raccomandazione dimostra la centralità del tema anche per la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Una proposta che si inserisce nel tentativo di costruire un’Europa più sociale.

Il salario minimo adeguato è un elemento essenziale dell’economia sociale di mercato, modello economico previsto dal Trattato di Lisbona. La Commissione ha adottato questa direttiva perché si è accorta che molti lavoratori europei non beneficiano della tutela del salario minimo, mentre nei Paesi membri ci sono salari bassi, posti di lavoro a bassa retribuzione, sono state indebolite le strutture di contrattazione collettiva, con un aumento delle disuguaglianze salariali. In più, con la crisi economica derivante dalla pandemia in corso sono stati colpiti i settori con lavoratori a basso salario, come il commercio al dettaglio e il turismo.

La Commissione è convinta che la tutela garantita dal salario minimo assicura una vita dignitosa, sostiene la domanda interna e promuove la parità di genere. Questa direttiva è un cambio di paradigma per la Commissione europea: dopo decenni in cui si è puntato sulla flessibilità salariale si interviene in maniera diversa in un ambito nuovo e sensibile politicamente. Per questo il testo della proposta di direttiva è il risultato di un compromesso tra posizioni distanti tra loro, con numerosi Paesi inizialmente contrari.

Al termine della seduta, il presidente Nicchi ha sottolineato come “ora sarà interessante  vedere il percorso di approvazione della proposta di direttiva della Commissione, in quanto si tratta di una partita fondamentale che si sta giocando a livello europeo. Siamo particolarmente attenti a questa tematica, visto che il salario minimo è una delle azioni più accreditate da mettere in campo per rispondere con una visione sociale ad una interpretazione puramente liberista del mercato, che si basa principalmente sullo sfruttamento dei lavoratori”.