Covid, Coldiretti: attesa per la riapertura della ristorazione

Consiglio Direttivo Terranostra Umbria: agriturismi pronti a ripartire anche grazie ad ampi spazi esterni
Perugia

È stata anche l’occasione per fare il punto sul comparto dopo un anno di pandemia, in vista delle aperture programmate dal 26 aprile: una misura attesa dopo mesi di limitazioni che hanno tagliato pesantemente i redditi degli operatori. Così Elena Tortoioli, presidente Terranostra Umbria, dopo il Consiglio Direttivo dell’associazione regionale che raggruppa gli agriturismi della rete di Campagna Amica.

Un periodo - spiega Tortoioli - che ha visto comunque le aziende agricole reagire con un forte spirito di adattamento e resilienza. Una fase che ci ha spinto come Terranostra a supportare con forza gli imprenditori, cercando di snellire i loro carichi burocratici, per assicurargli adeguati ristori, per programmare insieme la ripartenza, senza tralasciare la formazione. Con l’emergenza, abbiamo dovuto cambiare strategia e operatività - prosegue Tortoioli - ed è forte la volontà di ripartire di un comparto che in Umbria può contare su 1373 strutture con 23.862 posti letto e 13.654 a tavola. La possibilità di riaprire le attività di ristorazione sfruttando gli spazi all’aperto rappresenta per gli agriturismi umbri un primo passo in avanti - sottolinea Tortoioli - visto che possono contare su ampie aree all’esterno per assicurare il necessario distanziamento a tavola.

Le riaperture sono indicate come priorità da quasi un italiano su tre (30%) che desidera tornare in pub, ristoranti e agriturismi per trascorrere momenti conviviali a tavola insieme a parenti e amici, secondo un sondaggio condotto on line sul sito www.coldiretti.it.

Consentire la riapertura dei ristoranti a pranzo e cena per chi ha spazio esterno è un beneficio - precisa Elisa Polverini segretario regionale Terranostra - che si trasferisce a cascata sull’intera filiera con 1,1 milioni di tonnellate di cibi e vini invenduti dall’inizio della pandemia. Al danno economico ed occupazionale si aggiunge il rischio di estinzione per moltissime specialità dell’enogastronomia locale, dai formaggi ai salumi fino ai dolci, per la mancanza di sbocchi di mercato per l’assenza di turisti e la chiusura di ristoranti e agriturismi dove le tradizioni dai campi alla tavola sono tramandate da secoli.

Come Terranostra - aggiunge Polverini - prosegue la nostra azione a supporto del settore: l’obiettivo è quello di non “disperdere” questo presidio di servizi sul territorio volano del turismo di qualità, della cultura dell’ospitalità rurale e di cibi e territori inconfondibili. Viste anche le difficoltà e sofferenze accumulate da oltre un anno, non fermeremo il nostro lavoro e la nostra interlocuzione con le pubbliche amministrazioni, finché le giuste aspirazioni economiche e progettuali delle imprese non troveranno soddisfazione.

L’agriturismo - conclude Polverini - svolge pure un ruolo centrale per la vacanza made in Italy post covid, perché contribuisce in modo determinante al turismo di prossimità nelle campagne dove le distanze si misurano in ettari e non in metri.