Coldiretti lancia l'allarme siccità per l'agricoltura

I segni della carenza di acqua iniziano a essere evidenti: i piccoli fiumi e i ruscelli sono ormai a secco
Perugia

In Umbria non piove da oltre quindici giorni, mentre il caldo imperversa. Veniamo da una primavera siccitosa che ha fatto registrare solo dai 21,8 millimetri registrati nel mese di aprile.
Ma ora la situazione si fa preoccupante per il prossimo futuro.

I segni della carenza di acqua iniziano a essere evidenti: i piccoli fiumi e i ruscelli sono ormai a secco; il Tevere in alcuni tratti, come nella zona di Ponte Valleceppi, è attraversabile a piedi; il fiume Paglia non supera neanche un metro di altezza con una portata che è ai minimi storici e il Trasimeno è circa a meno settanta sullo zero idrometrico. Caldo e vento peggiorano la situazione.

Ed è allarme siccità nelle campagne da nord a sud del Paese a causa dell’ondata di calore che ha investito la Penisola con temperature estreme oltre i 40 gradi.
Coldiretti fa una sintesi delle principali situazioni di criticità spiegando che in Piemonte nell’Alessandrino c’è preoccupazione per mais e ortaggi, dai pomodori alle patate che hanno bisogno di acqua per crescere, in Puglia ed in Sicilia a rischio e la raccolta del grano, nelle Marche e in Molise il caldo ha anticipato la maturazione e ridotto le rese delle produzioni mentre in Basilicata ci sono state le prime manifestazioni degli agricoltori a Gaudiano di Lavello per chiedere interventi per fronteggiare la grave carenza idrica che sta mettendo in difficoltà il settore agricolo lucano.
Il balzo delle temperature sta favorendo anche il diffondersi degli insetti fastidiosi per gli uomini e dannosi per le coltivazioni come la cimice asiatica e il moscerino dagli occhi rossi, particolarmente temuti dai produttori ortofrutticoli per le perdite dei raccolti che possono provocare.

L’allarme siccità scatta in un 2021 che si classifica fino ad ora all’ottavo posto tra i più caldi mai registrati nel pianeta con la temperatura sulla superficie della terra e degli oceani, addirittura superiore di 0,77 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo, spiega Coldiretti sulla base dei dati del Noaa relativi ai primi cinque mesi. Ma la situazione preoccupante anche in Europa dove la colonnina di mercurio nel periodo è stata superiore di ben 1,04 gradi rispetto alla media storica mentre in Italia la temperatura è stata più alta di 0,21 gradi, secondo l’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr relativi ai primi cinque mesi dell’anno
La siccità rappresenta l’evento climatico avverso più rilevante per l’agricoltura italiana con un danni stimati in media dalla Coldiretti in un miliardo di euro all’anno soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti, negli ultimi dieci anni.