Rischia di chiudere l'unico centro antiviolenza della provincia di Perugia

Il centro antiviolenza residenziale di Perugia ha accolto oltre 260 donne nel 2020 e 50 nel 2021
Perugia

Rischia la chiusura l’unico centro antiviolenza della Provincia di Perugia. Lo denuncia l’associazione che dichiara "di non avere i fondi necessari per poter far fronte alle spese legate alla gestione delle strutture e alla retribuzione delle operatrici, che si sono autoridotte l’orario di lavoro per continuare le attività di accoglienza e di ospitalità". «L’associazione – ancora la nota – non ha i fondi necessari per poter far fronte alle spese legate alla gestione delle strutture ed alla retribuzione delle operatrici, per continuare le attività di accoglienza e di ospitalità e non abbandonare i percorsi di uscita dalla violenza delle donne, facendo ricorso ad una grande mole di volontariato delle socie operatrici . Alle donne vittime di violenza di genere vogliamo dire che noi continueremo ad esserci». Alle istituzioni invece l’associazione chiede «certezze, confronto e coerenza, perché vogliamo poter accogliere le donne in modo organizzato e con continuità».
Il centro antiviolenza residenziale di Perugia ha accolto oltre 260 donne nel 2020 e 50 nel 2021

"Il 5 marzo  è scaduta la convenzione che ha permesso la prosecuzione della gestione dopo la fine del progetto al 31 dicembre scorso. Ultima data possibile di lavoro, alle attuali condizioni, per il centro Catia Doriana Bellini’ è quella del 6 aprile, lo rende noto l’associazione LiberaMente Donna. «Pur avendo comunicato la situazione e chiesto da tempo informazioni sulle modalità di prosecuzione delle attività – scrive l’associazione in una nota -, il Comune di Perugia non ci ha alcuna dato risposta".
 

Verrebbe così a chiudere l’unico centro antiviolenza della provincia di Perugia. Le forze sono ridotte al minimo e dopo l’auto riduzione dell’orario delle operatrici per continuare a garantire il minimo dei servizi alle donne ospiti della struttura, non sembra ci siano ulteriori soluzioni da impiegare, se non intervengono le istituzioni. Il 5 marzo  è scaduta la convenzione che ha permesso la prosecuzione della gestione dopo la fine del progetto al 31 dicembre scorso. Ultima data possibile di lavoro, alle attuali condizioni, per il centro Catia Doriana Bellini’ è quella del 6 aprile, lo rende noto l’associazione LiberaMente Donna. «Pur avendo comunicato la situazione e chiesto da tempo informazioni sulle modalità di prosecuzione delle attività – scrive l’associazione in una nota -, il Comune di Perugia non ci ha alcuna dato risposta».

(Approfondimento sul tema della violenza sulle donne