Cardinale Bassetti: «Stare con le persone per raccontare la verità»

In occasione della Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali, il presidente della Cei invita i giornalisti a incontrare le persone e ad uscire dalla presunzione del “già saputo”
Perugia

() - “Gesù è tornato al Padre dopo essere stato per quaranta giorni con i suoi […] mangiando il sale con loro, trovandosi a tavola con essi”. Il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Gualtiero Bassetti, nella sua omelia per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, pronunciata stamani nella Chiesa degli Artisti a piazza del Popolo a Roma, collega l’odierna Solennità dell’Ascensione del Signore, con il Messaggio di Papa Francesco per questa 55ma Giornata delle comunicazioni sociali e diffuso lo scorso 23 gennaio 2021, alla viglia della memoria di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. 

Parlare di quello che si conosce

Il presidente dei vescovi italiani sottolinea che per essere amici, si deve “mangiare il sale” insieme, ovvero “passare del tempo insieme, proprio come il Risorto ha fatto con i suoi, stando con loro per quaranta giorni”. Secondo il porporato in questo modo possiamo riprendere quanto ha scritto il Papa nel Messaggio dedicato ai giornalisti. Il cardinale cita quindi le parole del Santo Padre: “Per poter raccontare la verità della vita è necessario uscire dalla comoda presunzione del “già saputo” e mettersi in movimento, andare a vedere, stare con le persone, ascoltarle, raccogliere le suggestioni della realtà, che sempre ci sorprenderà in qualche suo aspetto”. “Ecco, stare con le persone - spiega l’arcivescovo di Perugia -, ascoltandole, comprendendo le loro preoccupazioni, e solo così, dopo, potremmo dire di aver “mangiato il sale” con loro”. “Non si può parlare di quello che non si conosce, senza - dice il porporato attingendo ancora al Messaggio - consumare le suole delle scarpe, cioè, senza incontrare persone per cercare storie o verificare de visu certe situazioni”.

L’arcivescovo di Perugia richiama poi tutti i giornalisti ad una grande responsabilità: “Carissimi fratelli e sorelle impegnati nel mondo delle comunicazioni sociali, sapete bene che questo tempo del quale parlate, scrivete, raccontate, è un tempo prezioso ma difficile. Sapete anche che una frase che voi dite, o non dite, può influenzare milioni di persone, come, per esempio, può accadere descrivendo gli effetti di un vaccino, o parlando in un certo modo di un avvenimento”. Chiede quindi agli operatori della comunicazione di “fare cultura”, di aiutare gli uomini e le donne “a vivere in questa società con impegno, coraggio, facendo conoscere loro la verità”. “Per sei volte - sottolinea il cardinale - nel suo messaggio, Papa Francesco usa la parola “verità”! Voi, infatti, siete chiamati non a raccontare cose false, ma a narrare «la verità della vita» e questo è un impegno grande e un dono per tutti”. “In questo tempo così incerto vi auguro di essere cercatori di verità - prosegue il presidente della Cei - e non amplificatori di notizie dannose o che non costruiscono il bene comune. Fa tanto male vedere come, anche nella sofferenza, ci sia disinformazione”.

I ringraziamenti

Il cardinale Gualtiero Bassetti, chiude la sua omelia ringraziando gli operatori della comunicazione che gli sono stati vicino durante la sua esperienza di malattia per il Covid 19: “Mi sono sentito custodito da fratelli e sorelle, che erano attente alla mia persona prima ancora che al mio ruolo, che hanno raccontato un uomo malato prima ancora che la malattia di un cardinale. Grazie a questa vostra attenzione ho sentito vicina la presenza di tanti che hanno pregato per me”.