Carcere di Capanne, sopralluogo del sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria

Capece: “Condizioni di lavoro pericolose mettono a rischio la vita dei poliziotti”
Perugia

Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, con una delegazione guidata dal Segretario Generale Donato Capece e composta tra gli altri anche dal Segretario nazionale per l’Umbria Fabrizio Bonino e dai dirigenti regionali Isaia Garofalo e Johnny Bocchini, si è recato nella giornata oggi, mercoledì 4 settembre, a Perugia per un sopralluogo nel carcere cittadino di Capanne.

“A Peruga abbiamo fatto un sopralluogo nel carcere della città per constatare le condizioni operative della Polizia Penitenziaria e lo stato dei vari posti di servizio alla luce degli ultimi gravi eventi accaduti tra le sbarre”, spiega Capece, “Ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari dell’Umbria e di Capanne a Perugia in particolare, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato. In pochi giorni a Perugia abbiamo avuto rivolte, risse, aggressioni e persino il suicidio di un detenuto, che qualcuno ha avuto il barbaro coraggio di strumentalizzare a danno della Polizia Penitenziaria. poi ci riuniremo in assemblea con tutto il personale di Polizia. In una regione affollata da 1.461 detenuti complessivi in tre penitenziari, Capanneo vede 395 ristretti presenti nella Casa circondariale”.

Per il SAPPE “dovrebbero fare seriamente riflettere sulle pericolose condizioni di lavoro dei poliziotti penitenziari, che ogni giorno di più rischiano la propria vita nelle incendiarie celle delle carceri umbre ed italiane. E la cosa grave, a nostro, è che l’Ufficio detenuti del Provveditorato della Toscana, dal quale dipende anche l’Umbria, non ha la percezione esatta circa la drammaticità del problema. La sicurezza in carcere si realizza assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando e potenziando i livelli di sicurezza in materia di sorveglianza delle mura di cinta e di interventi anti intrusione, sospendendo provvedimenti come la vigilanza dinamica, che vorrebbe meno ore i detenuti in cella senza però fargli fare alcunchè. Le idee e i progetti dell’Amministrazione Penitenziaria, in questa direzione, si confermano ogni giorno di più fallimentari e sbagliati”.

Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria del SAPPE, sottolinea che “l’Amministrazione Penitenziaria dovrebbe essere riconoscente ai poliziotti penitenziari in servizio a Perugia e nell’intera Umbria per quel che quotidianamente fanno, agli eroi silenziosi del quotidiano con il Basco Azzurro a cui va anche il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno; perché se le carceri regionali reggono alle costanti criticità penitenziarie è solamente merito loro. Ed invece assistiamo alla realtà di una Regione abbandonata da Ministero della Giustizia, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dal Provveditorato Regionale della Toscana: è ora che a Roma e a Firenze si sveglino dal torpore e siano più vicini e sensibili alle esigenze della Polizia Penitenziaria di Capanne e dell’Umbria!”.