2° Raduno delle Cacce al Colombaccio Umbre

Fin dal lontano passato l’Umbria ha sempre primeggiato in questa speciale caccia
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Perugia

Di Andrea Lilli - Credo che ogni amante di questa particolare caccia sentendo parlare di palco o “pulpito” e “curata” sia immediatamente percorso da una scarica di adrenalina. Fin dal lontano passato l’Umbria ha sempre primeggiato in questa speciale caccia a partire dalle famose “Paielle” di Amelia, fino all’utilizzo di volantini e zimbelli che per la realizzazione vera e propria di cacce, capanni in cima ad alberi create ad hoc lungo il percorso delle rotte migratorie, originariamente semplici assi di legno appoggiati agli alberi, attualmente veri e propri palchi realizzati anche con materiale proprio dell’uso edilizio.

Una caccia questa che anticamente era riservata solo ai signori sia perché molto costosa in termini economici sia perché impegnativa per la realizzazione dei capanni e per l’addestramento e gestione dei piccioni, mansioni di competenza del capocaccia cioè colui che preparava, organizzava e dirigeva la cacciata. Il capocaccia era, come è facile immaginare, una figura di notevole fama e se era bravo era conteso tra i vari signori delle limitrofe Regioni.

Una caccia che cresciuta nella tradizione si nutriva di passione, sacrificio e soprattutto costanza doti queste che quando possedute, assicuravano momenti di grande coinvolgimento dovuto alla tensione e alle aspettative legate al lavoro di un intero anno il che assicurava certamente anche momenti indimenticabili.

Venerdì 16 novembre ben oltre 50 cacce al colombaccio si riuniranno al Ristorante Olivetano di Perugia per il 2° Raduno delle Cacce al Colombaccio Umbre organizzato da UMBRIA CACCIA e NATURA dove ci si confronterà su tecniche, salute della specie ed andamento della migrazione, interverranno il presidente del Club del Colombaccio Italiano il dr. Francesco Paci ed in prof. Enrico Cavina. Il tutto come di consuetudine si concluderà con la cena e la consegna delle “ targhe” alle cacce intervenute al Raduno.