In Umbria servono 100 autobus in più per la riapertura delle scuole

E’ la stima elaborata dalla Regione Umbria dopo l’accordo trovato in conferenza Stato-Regioni sulle linee guida del trasporto scolastico
Perugia

Servono altri 100 autobus in vista della riapertura delle scuole. E’ la stima elaborata dalla Regione Umbria dopo l’accordo trovato in conferenza Stato-Regioni sulle linee guida del trasporto scolastico. 
Come scrive oggi , la capienza all’80% delle possibilità dei mezzi si traduce in una integrazione di fondi richiesta pari a tre milioni di euro. “Rispetto alla prima previsione in cui si stimava un fabbisogno di 170 mezzi, adesso la cifra di aggira sui cento bus aggiuntivi sul contingente attuale di 500. Con un’integrazione richiesta al governo di circa tre milioni di euro”, fa sapere l’assessore regionale ai Trasporti, Enrico Melasecche. Si era partiti infatti con una capienza al 50% delle possibilità. Ora siamo all’80%. I tre consorzi trasportistici umbri, con Busitalia in testa, sono già impegnate per il reperimento di autisti e mezzi. Potranno essere impiegati anche quelli privati delle ditte turistiche, che più delle altre hanno subìto gli effetti negativi del lockdown.
La deroga al distanziamento a bordo dei mezzi di trasporto, considerata la limitata permanenza temporale sui mezzi da parte dei viaggiatori, fino a una capienza dell’80%, prevede che vengano garantite adeguate misure di contenimento dei rischi di contagio come mascherina obbligatoria, sanificazione degli ambienti e adeguato ricambio d’aria.
A questo dovranno provvedere le aziende dei trasporti. Le Regioni, in modo unitario, chiedono certezze sulle risorse. Buona parte dei fondi, evidenziano i governatori, è necessaria per finanziare i servizi aggiuntivi volti a coprire il 20% della capienza che resta inutilizzata. Un’altra richiesta per cui si attende risposta ufficiale è sull’applicabilità delle norme a tutto il trasporto pubblico locale, compreso quello ferroviario, eliminando la differenza tra trasporto urbano ed extraurbano. “E’ condizione essenziale per l’approvazione delle linee guida - è scritto nel documento delle Regioni - che vengano stanziate risorse aggiuntive attraverso un decreto legge ad hoc al fine di garantire agli enti concedenti la copertura finanziaria ed amministrativa, quantificabile, per il solo 2020, in 300 milioni di euro per tutte le Regioni e Province autonome. Il governo deve assumere tale impegno già nelle premesse delle linee guida in esame. Alle risorse va affiancato un sistema di regole per garantire l’avvio celere ed urgente di tali servizi aggiuntivi che vanno affidati al gestore del servizio nell’ambito di riferimento e da questi eventualmente sub affidati a soggetti esterni, anche in deroga ai contratti di servizio in essere”.


In buona sostanza, l'intesa prevede di arrivare al 100% della capienza sui bus per le distanze inferiori ai 15 minuti e la possibilità di inserire separatori tra i sedili per aumentare, laddove necessario, l'indice di riempimento del mezzo. Per la riapertura scolastica si procederà in ordine sparso con Campania Basilicata orientate a far slittare la data di inizio delle lezioni dopo la tornata elettore del in programma per il weekend del 21 settembre. Già deciso il rinvio della prima campanella in Friuli (dove si rientrerà il 16), Sardegna (il 22), Puglia, Calabria e Abruzzo (tutte il 24).

Bus occupati all'80%

La capacità di riempimento dei mezzi sarà commisurata al minutaggio della tratta da percorerre: per distanze inferiori ai 15 minuti, si potrà arrivare al 100% di occupazione dei posti ma il dictat del Comitato tecnico scientifico prevede una soglia massima dell'80%. "A bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale, dei mezzi del trasporto ferroviario regionale e degli scuolabus del trasporto scolastico dedicato - si legge nella nota del ministero dei Trasporti - è consentito, in considerazione delle evidenze scientifiche sull'assunto dei tempi di permanenza medi dei passeggeri indicati dai dati disponibili, un coefficiente di riempimento non superiore all'80%, prevedendo una maggiore riduzione dei posti in piedi rispetto a quelli seduti". Si dovrà viaggiare con la mascherina e mantenendo il distanziamento di un metro; la regola della distanza non vale "quando si tratti di persone che vivono nella stessa unità abitativa, nonché tra i congiunti e le persone che intrattengono rapporti interpersonali stabili". In presenza di contestazioni, gli eventuali conviventi potranno dare garanzie attraverso un'autodichiarazione. Le linee guida del trasporto pubblico locale per la scuola sono state approvate nella Conferenza Unificata di quest'oggi alla presenza della Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli e il Ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia.

Misurazione della febbre

Le linee guida prevedono altresì la misurazione della temperatura corporea a casa per gli studenti che intendano usufruire del mezzo di trasporto scolastico e "l'assoluto divieto di far salire sul mezzo dedicato gli alunni in caso di alterazione febbrile o nel caso in cui siano stati in diretto contatto con persone affette da Covid-19 nei quattordici giorni precedenti". Inoltre, sono state stabilite regole precise anche per la salita e la discesa dal mezzo: "La salita degli alunni - si legge nel documento finale - avverrà garantendo un distanziamento di almeno un metro e avendo cura che gli alunni salgano sul mezzo in maniera ordinata, facendo salire il secondo passeggero dopo che il primo si sia seduto. Per la discesa si procederà uno per uno evitando contatti ravvicinati".